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martedì 17 maggio 2011

L'Insulto del tempo - il nuovo romanzo di Andrea Campanella


Si chiama L'Insulto del Tempo - edito dalla Cut Up edizioni -  il nuovo romanzo del poliedrico Andrea Campanella. Un noir ambientato a Spezia, che ha sullo sfondo il primo grande disastro ambientale italiano, lo sbancamento della stupenda collina di Pitelli e la trasformazione della stessa in discarica di rifiuti tossici. Non solo. Da Spezia sono passate o partite alcune delle cosiddette "navi dei veleni", una fra tutte la Jolly Rosso, arenatasi a Formiciche (Reggio Calabria)
Protagonista della vicenda è l'ex commissario Alvise Bertani, che qualcuno avrà già incontrato ne Gli eroi sono finiti (Frilli editori) pubblicato nel 2009.
L'Insulto del Tempo esce il 20 maggio 2011 e sarà presentato al Cinema Il Nuovo ( Via Colombo) di Spezia alle ore 18.00 e sarà disponibile nelle librerie pochi giorni dopo.
Potete acquistarlo on line all'indirizzo www.cut-up.it

Qui booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=wJ-1VPh5cD8

venerdì 11 febbraio 2011

Intervista con l'autore: Lorenzo Mazzoni

Dopo il mio commento al suo ultimo libro Le bestie/Kinshasa Serenade, incontriamo l'autore Lorenzo Mazzoni.



(Foto: Lorenzo Mazzoni in Yemen)
Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho scritto la mia prima storia a sei anni. Una specie di Odissea, dove partivano in ventisette e, inspiegabilmente, morivano in cinquantatre. Un'unica copia, scritta a mano, rilegata con un nastro rosso e regalata a mia mamma. Poi mi sono preso una pausa sabbatica durata fino ai quattordici anni quando ho iniziato a scrivere poesie orrende. Milioni di poesie orrende. Sono state la scoperta della narrativa americana, la riscoperta di Salgari e i viaggi che mi hanno portato al romanzo. Scrivo perché sono arrabbiato, perché sto bene in compagnia dei miei personaggi, per non sparare in faccia a qualcuno, per dire quello che penso, per rendere i sogni palpabili eccetera eccetera.

Come è nata la collaborazione con la Momentum?
Ho visto su internet un link di Momentum. Sono andato sul sito e mi è subito piaciuto il tipo di progetto che portano avanti: spy-story, noir, hard boiled... Siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ho proposto "Le bestie/Kinshasa Serenade" che è piaciuto e, in tempi davvero rapidi, lo hanno trasformato in un libro in carne e ossa. Sono molto felice di aver pubblicato con loro. La serietà con cui lavorano è encomiabile. Massimo Di Gruso, il direttore editoriale, e tutta la redazione penso siano un esempio sano e positivo sul modo in cui un editore dovrebbe lavorare oggi in Italia. Lunga vita a Momentum Edizioni.

Un personaggio de Le Bestie ascolta e ama i Notturni di Chopin.
Come mai questa scelta?

I Notturni sono malinconia e dolcezza. Harlod Brook (il personaggio che li ascolta) è assorbito di orrore e quotidiano e reale cinismo. Sono la sua medicina per non impazzire. Ascolta Chopin per dimenticare la bidonville dove lavora come medico e per lasciare fuori dalla porta Kinshasa, la grande metropoli tropicale in continuo stato di decomposizione.

Perché hai dedicato il tuo libro ai rifugiati? 
Perché sono le vittime del lungo conflitto congolese e di tutti i conflitti in generale. I rifugiati perdono lavoro, casa, terra, cari (a volte anche la dignità) per colpa di guerre volute dai potenti. In Congo non sarà mai qualche autoproclamato generale finanziato dall'Occidente o dalle mafie internazionali a perdere la propria "quotidianità", ma sempre e solo la gente comune. In Congo ci sono un milione e mezzo di profughi. E' a loro che il libro è dedicato, ma anche ai rifugiati nei grandi ghetti delle capitali europee, ai rifugiati dell'Afghanistan, alle migliaia di palestinesi a cui viene negato il diritto alla terra, alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno cercano rifugio in qualcosa di lontano dalla realtà per scappare all'orrore imposto dal Dio Denaro e dai suo fratelli.

Ferrara: qual è la tua opinione sulla realtà edioriale e sui lettori della tua città ?
Se si esclude LineaBN Edizioni (e non perché è stato un mio editore), credo che il quadro generale sia pessimo. Ci sono i soliti editori che "funzionano" da trent'anni nonostante non pubblichino libri decenti da molto tempo. Ci sono gli editori a pagamento. Quelli che pubblicano libri sugli Estensi per avere fondi, ignorando che Ferrara ha una sua storia anche dopo che il ducato è passato a Modena e che, magari, promuovere qualcosa di nuovo farebbe bene alla cittadinanza per ricongiungerla con un passato un po' più variegato. Ci sono editori da aperitivo e editori che dovrebbero smetterla di incrementare la deforestificazione del pianete pubblicando prodotti locali impubblicabili. LineaBN Edizioni ha avuto il pregio di pubblicare narrativa, reportage, fotografia, progetti collaterali con paesi esteri. Insomma qualcosa di nuovo per una città che avrebbe il clima e le potenzialità per fare davvero qualcosa di importante. I lettori della città sono buoni lettori, tendenzialmente. A Ferrara si legge tanto. Purtroppo i ferraresi sono molto influenzabili dalle scelte editoriali che gli propinano i media locali, perciò spesso libri orribili vendono molto di più di libri ben scritti, ma credo sia un problema nazionale e non ascrivibile alla sola realtà cittadina.

Un libro che avresti voluto scrivere.
"Il fattore umano", di Graham Greene.

Un libro che ci consigli.
"Il forziere di Zanzibar", di Aidan Hartley.


Grazie
Grazie a voi

martedì 11 gennaio 2011

Le trame della seta di Maria Teresa Valle

Fratelli Frilli Editori 2010 

Maria è una scrittrice, è in pensione, vive con suo marito a Genova, e per un misterioso e affascinante caso si trova ad avere tra le mani il verbale di un processo, un duplice omicidio avvenuto nel 1550 vicino alla sua abitazione.
Genova con i carrugi, il mare, i suoi commerci che rendono glorioso il suo essere porto è una delle protagoniste chiave di Le trame della seta, l'ultima fatica della scrittrice Maria Teresa Valle.
Maria è talmente convinta dell'innocenza del commerciante e presunto assassino, che si immerge in ricerche sempre più coinvolgenti, sia per lei che per il lettore al punto che sarà proprio lei a svelare il mistero che da più di 500 anni giace tra le carte e i documenti delle biblioteche.  
Un romanzo al femminile sia per la penna che per i personaggi, dalla prostituta ad Isabella, dalla Madre Superiora a Genova stessa. Il tempo, i suoi vortici, i suoi segreti e i suoi peccati sono condensati nella voglia di Maria di recuperare un passato nemmeno troppo lontano, a pochi passi da casa sua svetta la Torre Grimaldina collegata al Palazzetto Criminale, un capitolo importante della sua investigazione.
La storia che chiede giustizia alla ricerca di Maria si alterna e il lettore entra ed esce dal presente e dal passato. Dopo qualche pagina siamo persuasi che quella donna energica e brillante di cui stiamo seguendo le indagini non sia altro che l'autrice stessa, capace di trasferire con gusto e leggerezza il suo metodo e il suo entusiasmo per scoperte che di pagina in pagina prendono corpo. 
Non mancano i pericoli, perché è vero che tutto passa, ma tutto rimane nelle trame del tempo.
Questa storia, oltre ad avermi coinvolto in una Genova da conquistare, mi ha legato ancora di più a quel rapporto d'amore e rispetto verso le biblioteche, verso un sapere che è lì ed aspetta di essere solo scoperto. 

Francesca Grispello



Info:

mercoledì 30 settembre 2009

Gli eroi sono finiti di Andrea Campanella


Fratelli Frilli Editori, 2009

Sono cresciuta con i racconti di guerra di mio nonno internato in Germania e del suo violino, quindi sono di parte, perché cerco sempre i ricordi, perchè mi ricordo sempre che non devo dimenticare.
In questa contemporaneità, che chiede sempre più eroi da masticare e lasciare indigeriti, viene pubblicato un romanzo Gli eroi sono finiti di Andrea Campanella, un noir di scorrevole lettura e di intrigante intreccio.
Ci sono tante storie che ne compongono una sola: quella privata, quella pubblica, quella che ti devi andare a cercare e quella che deve essere ribadita.
1972, La Spezia, un giornalista, Romeo Bertani cerca di approfondire la realtà delle parole di Arnaldo Forlani, in quel "tentativo forse più pericoloso che la destra reazionaria abbia tentato e portato avanti dalla Liberazione a oggi". L'anno successivo esplode il caso "La Rosa dei Venti" che conferma il pericolo. Romeo sparisce e tutto tace fin quando 30 anni dopo il figlio Alvise, commissario di polizia si troverà di fronte un caso anomalo e osceno, capace di riportare a galla tutto il passato che gli aveva rubato prima la madre, in seguito il padre e infine quel pezzo di realtà che compone la nostra storia.
Ed ecco che quel passato ritorna con i segreti della Decima Mas.
Ne troviamo di profondità, oltre che nell'accurata ricerca storica, anche nei personaggi: le ansie di Alvise, gli occhi rossi e il dialetto del partigiano, nelle donne che riempiono la narrazione, nei gesti accennati e per tali privati, nella musica che ti viene voglia di ascoltare.
Andrea Campanella, infaticabile scrittore, mente elastica e penna puntuale, capace di farci vedere ciò che immagina, è al suo primo romanzo, un giallo di tutto rispetto che omaggia la sua città, porto, ventre e canale verso un mondo scritto che ci ricorda Massimo Carlotto, Jean-Claude Izzo, Manuel Velasquez Montalban, e perchè no anche un Emilio Gadda del Pasticciaccio.
Non vuole essere, come credo, un saggio storico, ma un puntino della Settimana Enigmistica e sta a noi continuare ad unire, grazie anche alle note che chiudono il testo.Una storia non troppo lontana, quella storia che emerge anche dagli occhi di mio nonno.
L'autore non ci nasconde di avere altre indagini per Alvise Bertani, aspettiamo!

Francesca Grispello

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