mercoledì 31 dicembre 2014
20 anni di Konsequenz per aprire il 2015
mercoledì 10 settembre 2014
300 anni dalla nascita di Niccolò Jommelli
martedì 1 luglio 2014
20 per Konsequenz con Girolamo De Simone, Antonello Neri e Pietro Grossi
giovedì 10 aprile 2014
Jommelli Granular di Girolamo De Simone
Napoli, Complesso Monumentale di San Francesco delle Monache - Domus Ars
Se Domenico Scarlatti può considerarsi “nel segno della dissonanza”, Niccolò Jommelli può, forse, essere riletto come un geniale innovatore della scansione metrica anche laddove usa semplici consonanze... Studiando la storia dell’evoluzione ‘armonica’ della scrittura musicale, ci si rende conto che esiste una evoluzione della dissonanza e che l’armonia non è scritta in natura. Allora, la consonanza non sarebbe affatto... genetica!
Girolamo De Simone, che in un precedente lavoro (ScarlAct) aveva esplorato la ‘dissonanza’ partendo da centinaia di frammenti pianistici mutuati dalle Sonate di Scarlatti, propone in questo nuovo progetto, un aggiornamento della ‘consonanza’ di Jommelli, attraverso la sintesi additiva granulare. Il risultato è una musica d’atmosfera, contrappuntata da inserimenti del clavicordo, unico strumento a tastiera capace di riprodurre un vibrato delle corde percosse, il cosidetto ‘Bebung’, che diventa nel lavoro di De Simone una sublimazione della vibrazione, metafonia che rallenta il tempo in sintonia con la proiezioni delle spettacolari immagini di Antonio Coppola.
L’ omaggio a Jommelli continuerà attraverso una prima assoluta firmata dal compositore e multistrumentista Max Fuschetto, in performance live con oboe, sax e l’apporto dell’elettronica.
Il concerto, però, si aprirà con la prima assoluta delle “Laudes del tempo nuovo” di Girolamo De Simone, per baritono e pianoforte: una attualizzazione, nell’ottica della musica di frontiera, di antiche melodie medievali, grazie all’apporto del baritono Vincenzo Maiello. Come è noto, la Lauda nacque in seno alle Confraternite mariane, ed è intimamente legata al momento della Passione di Cristo e alla figura di Maria ai piedi della Croce. Altri brani che si rivolgono alla Settimana Santa completeranno il contrappunto col moderno. Tra questi Coenae tuae mirabili, canto siriaco anteriore al V secolo, aggiornato e riproposto da De Simone nelle due versioni per canto e pianoforte solo.
“Per realizzare JOMMELLI GRANULAR - dichiara Girolamo De Simone - ho centrifugato con il computer centinaia di frammenti registrati con uno strumento antichissimo, il clavicordo. Ho poi realizzato tre movimenti, come nelle più classiche delle Sinfonie, usando il mio MAC. Dalla forma d’onda ho tratto una partitura ‘visiva’, sulla quale innesto nuovamente, dal vivo, il suono del clavicordo, reso tuttavia ‘elettrico’ con l’uso di filtri. Il brano si conclude con l’innesto di un altro strumento a me caro, un piccolo MOOG a due oscillatori. Il risultato finale, che per la prima volta presenterò a Napoli, è poetico e straniante: una variazione sulle consonanze usate dal grande compositore Niccoò Jommelli, nel trecentesimo anniversario dalla nascita”.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
CONTATTI: 3387907394
lunedì 25 giugno 2012
Inni e antichi canti: a Roma il nuovo lavoro di Girolamo De Simone
Venerdì 6 luglio 2012
h. 17.30
Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi
(già discoteca di Stato - Museo dell'Audiovisivo)
Via Michelangelo Caetani, 32
Roma
Con la partecipazione di Claudio Bonechi e Maurizio Piscitelli
Sarà presente l'autore
Nato a Napoli nel 1964, Girolamo De Simone vive e lavora alla periferia della metropoli partenopea, alle pendici del Monte Somma, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale, è considerato tra i principali esponenti dellamusica di frontiera. Inni e antichi canti è il frutto di una ricerca volta alla riscoperta del passato, alla "trasferenza" e alla rielaborazione personale filtrata attraverso illuminazioni e coincidenze. È il secondo tassello di una trilogiainaugurata due anni fa con Ai piedi del monte e si caratterizza per le rielaborazioni al pianoforte e alla spinetta diantichissimi frammenti vocali orientali e occidentali, dalle antifone del Gregoriano simplex ad antichi canti siriani di ispirazione gnostica, cogliendo consonanze, affinità e confluenze tra diverse aree geografiche, da Gerusalemme a Benevento.
Konsequenz:
Ufficio Stampa Synpress44:
domenica 19 febbraio 2012
Neumi. La musica che lascia il segno
Genesi Editrice
15 Euro
Conosco Davide Riccio come amante della musica, musicista e sopraffino intervistatore. Come pochi riesce con le sue domande ad essere specchio dell'altro, dove il domandare è l'indicazione di un nuovo orizzonte.
Non mi stupisce quindi che il volume Neumi. La musica che lascia il segno, sia frutto proprio di questa pluralità di orizzonti per la realizzazione e l'interpretazione di brani che vengono scovati nel letto del tempo. Davide Riccio mette insieme un'opera generosa e densa di stimoli, corale eppure con una precisa direzione, mostrando la sua capacità di lasciare il segno senza apparire in primo piano.
Un libro - in italiano e in inglese - con cd allegato, 18 brani per 18 stimoli sonori e visivi.
Francesca
Chi è Davide Riccio?
Eh, a sapermelo! Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo come alla salvezza di un corrimano… per dirla con le struggenti parole di Wislawa Szymborska. Le sia eterna gloria.
Francesca
Un libro che raccoglie i segni della musica. Come nasce Neumi?
Francesca
Come hai messo insieme il materiale?
Davide
Francesca
Da collaborazioni precedenti o in corso come musicista, oppure man mano che acquisivo dischi di artisti per i miei articoli e le mie interviste ( www.kultunderground.org) Ho coinvolto, anzi, si sono coinvolti gli artisti che sentivo più consoni per questo progetto.
Vediamo… A undici anni ho scoperto David Bowie e ho pensato: ecco, io sono così, voglio fare come lui… Mi ha fatto prendere la chitarra in mano e cantare le mie prime canzoni. O forse nasce a nove anni con Radio Activity dei Kraftwerk: quello era il futuro! Quello ero io! E tutto lo space rock di quel periodo… O forse a sei sette anni con un disco delle più belle pagine di musica russa (Borodin, Mussorgskij, Kachaturian, Cui, Rachmaninov, Rimskij-Korsakov…) e coi dischi di mia sorella, Suzi Quatro e gli chansonniers (Brel, Brassens, Moustaki, Polnareff…) O forse a due tre anni con Roby Crispiano e i Folks… A piedi scalzi. Mia madre dice che facevo il verso per chiederle di mettere il disco e in qualche modo poi lo “ballavo” con gioia. E allora… eh eh eh eh… Io facevo solo gli “eh”… O forse è stato nel grembo… Mia madre cantava, ascoltava molto la musica e comprava un mucchio di dischi. Mio padre suonava diversi strumenti. O nelle vite precedenti? Mmm… mi perdo. Non so… Sicuramente una lunghissima frequentazione. Non ho mai avuto il coraggio di contare quante siano le migliaia di dischi che ho in casa. Mi mette ansia solo pensarci.
David Bowie e Kate Bush su tutti, ma anche Brian Eno e i Beatles. Anche i primi Pink Floyd (il lato A di Atom Heart Mother in particolare) e i Roxy Music. E poi Stravinsky, Ravel, Debussy, Bartok (gli archi dell’adagio del Piano Concerto n. 2 mi rapiscono ancora oggi) e lo Šostakovič dei Preludi e fughe o del Cello concerto n.1, un disco che ho letteralmente consumato, come anche il Concerto degli Angeli di Hindemith dal Mathis der Mahler… Poi i Japan e David Sylvian. Gli italiani sono venuti dopo, soprattutto Battiato, Faber, Alice, Paolo Conte, il Battisti periodo Panella… Notevoli anche i Matia Bazar degli anni d’oro. L’ultimo disco che mi ha scosso e sconvolto di pancia, di cuore e di testa è stato Outside di Bowie… Da allora nient’altro ha più avuto lo stesso effetto.
Quando Platone morì, gli trovarono sotto il cuscino una commedia di Aristofane, quasi a dimostrare che la filosofia e la vita hanno bisogno del sorriso. Anche la musica si serve del sorriso?
In un universo senza scopo, tutto è uguale e nulla vale la pena di un serio pensiero. Non ci resta che cogliere ciò che preferiamo e sorridere… scrisse H.P. Lovecraft. La musica si serve, deve servirsi anche del sorriso, fosse anche un sorriso triste o amaro. Una musica che sorrida è però più difficile da individuare a prescindere dalla persona e dal momento molto soggettivo in cui vive e ascolta. Il primo a farmi sorridere, in vari modi, fu senz’altro De Andrè. Amaramente o compassionevolmente anche Leonard Cohen.
http://www.discogs.com/Various-Neumi/release/3149615
oppure: ricciomeister@gmail.com
sabato 20 febbraio 2010
Ai piedi del Monte: il nuovo disco di Girolamo De Simone

Il pianoforte e il monte Somma, Donizetti e Romaniello, il 'valore della memoria' e il ruolo della musica di frontiera sono solo alcune delle ispirazioni che troviamo nel nuovo lavoro del musicista partenopeo
KonSequenz/Hanagoori Music, 2010
Patrocinato dall'Ente Parco Vesuvio
Distr. Neomedia Italia
9 brani, 32 minuti
Ai piedi del monte di Girolamo De Simone nasce dalla collaborazione tra le etichette KonSequenz e Hanagoori Music, con il patrocinio dell’Ente Parco Vesuvio e con la distribuzione di Neomedia Italia. Ai piedi del monte raccoglie il frutto di alcuni anni di ricerche su musiche e musicisti vesuviani, tali per nascita o per ‘adozione’. La sintesi di questo lavoro è stata incisa e missata ai piedi del Somma-Vesuvio, al limitar di un luogo il cui nome, Sant’Anastasia, evoca etimologicamente la ‘rinascita’. Così il percorso - che attraversa anche canti e devozioni alla Madonna dell’Arco e le città di Pollena (con Gaetano Donizetti) e Somma Vesuviana (con Vincenzo Romaniello, maestro di Renato Carosone) - parte da astrattezza talvolta malinconica per approdare alla Verna, luogo spirituale d’elezione.
Un percorso affettivo, dedito ai luoghi difficili ma bellissimi della fascia vesuviana, nell’immediata provincia partenopea, che parte dal pianoforte e giunge alla spinetta e all’organo (De Simone sceglie tre modelli storici, dal suono fortemente caratterizzato: Steinway e Sons; Neupert-Silbermann; Monarke). La musica di questo disco giunge dopo altri monografici più astratti, come Ice-tract (Curci) e Shama (Die Schachtel). È figlia di un approccio che privilegia semplicità e contaminazione fin dalle scelte grafiche, nella consapevolezza della inevitabile triturazione di senso cui ci espone la nostra contemporaneità. Un ‘attraversamento’ che non impedisce agli originali recuperati sul territorio (le Biblioteche del Conservatorio di Napoli e di Somma Vesuviana) di parlarci ancora, riaffermando il valore della memoria.
Informazioni:
Girolamo De Simone:
http://www.girolamodesimone.com/
HangooriMusic:
http://www.hanagoorimusic.com/
KonSequenz:
http://www.konsequenz.it/
NeomediaItalia:
http://www.neomediaitalia.it


