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giovedì 21 luglio 2011

Genesis Wunderkammer: ...Da Adamo ad Amleto tra astratto e concreto

Venerdì 22 luglio ore 19.00
Accademia Palasciania
presenta

GENESIS WUNDERKAMMER:
...DA ADAMO AD AMLETO TRA ASTRATTO E CONCRETO

fotografie: Antonio Calamo, Salvatore De Maio, Vincenzo Pagliuca
scritture e letture: Marco Palasciano
intermezzo chitarristico: Antonio Faenza

Palazzo Lanza
Corso Gran Priorato di Malta 25
Capua
Ingresso libero


La sala eventi della libreria Guida Capua si trasforma in una neobarocca «camera delle meraviglie», sia pur virtuale, e nello scenario d’uno spettacolo ibrido – a ingresso gratuito – dove la fotografia d’autore fa da sfondo e motivo ispiratore al teatro di parola. Finanche parola divina: Marco Palasciano declama infatti passi dal biblico Genesi, nella prima parte della performance, e, nella seconda, dall’Amleto di William Shakespeare. Passi qua e là contaminati con frammenti d’altre scritture antiche e moderne (soprattutto moderne: a far da malta è Palasciano stesso). Nel contempo, sullo schermo si susseguono le immagini catturate e rielaborate da Salvatore De Maio, per la prima parte,
e da Antonio Calamo e Vincenzo Pagliuca, per la seconda. Nell’intervallo tra le due parti si esibisce alla chitarra Antonio Faenza, con pièces trascelte dal repertorio classico.

Le immagini proposte da De Maio sono caratterizzate dall’astrazione; quelle di Calamo e Pagliuca dalla concretezza. Le prime sono, pour ainsi dire, «fotografie di pensieri»: se, per esempio, Palasciano intravede in esse un capitolo del Genesi, gli spettatori stessi sono sollecitati da De Maio a fornire una propria reinterpretazione di tali quasi reperti medianici, facendone uno specchio psicologico, per inserire infine eventualmente – in margine al dibattito post show – le rispettive intuizioni in un’urna. Le immagini di Calamo e Pagliuca sono invece tratte da un volume di cui sono coautori con Luigi Esposito, The Ghost Museum, edito da Discizia e dedicato ai locali della facoltà di Medicina Veterinaria dell’ Università di Napoli “Federico II”, abitati da meravigliosi quanto polverulenti reperti che – per l’incuria dell’uomo che pure li creò (o demiurgò, se tolti alla natura) – anziché venire collocati nelle ialine teche d’una Wunderkammer giacciono abbandonati alla deriva nel mare dell’oblio.

Per informazioni sull’Accademia Palasciania, visitare il suo blog (palasciania.splinder.com)​ oppure il blog di Marco Palasciano (palasciano.blogspot.com).

lunedì 19 ottobre 2009

Le istallazioni sonore di Canio Loguercio


Passioni
Edizioni d'if
Luglio 2009

Dopo Indifferentemente (del 2004) e Miserere (del 2007) arriva per Canio Loguercio Passioni, il terzo album del musicista, poeta e performer lucano - scritto in napoletano, la "sacra lingua delle passioni" - è una storia d'amore spietata e sacra, terrestre e spirituale, sussurrata e sanguigna.
Il libro-cd contiene la trascrizione dei 17 brani, in parte rielaborazioni di precedenti lavori, che compongono una storia ricca di collaborazioni e sorprese.
Si apre con Passioni, struggente e bellissimo brano del 1941 composto da Bovio - Tagliaferri - Valente e arrangiata con Peppe Servillo e Maria Pia De Vito e si chiude con Voce 'e notte di Nicolardi - De Curtis.
Segue la litania rituale Miserere, e continua con brani taglienti, impastati con l'elettronica e il respiro affannato del dire: la parola è il luogo della ricerca di Loguercio, che da anni si vuol compiere in corpo e che l'autore cerca di far aderire alla passione che sgorga dal cuore.
Tra l'italiano e il vernacolo, un grammelot di gesti intuiti e un ascolto che evoca i passi lenti e ben cadenzati del rimando poetico e di un dialogo nuovo e inconsueto tra antico e moderno con citazioni e innesti di altre canzoni, come Besame Mucho di Cesaria Evora oppure Je te vurria vasà.
Ritmi blues, techno, parlati e ansimi, luoghi e dispetti dell'amore, istallazioni sonore che danno alla parola l'ambiente che merita e che fanno di Canio Loguercio un paroliere stimolante e un artista completo.
Di rabbia e stupore quotidiano si nutrono i brani, una progressione di eventi ed emozioni giocate tutte con la sperimentazione e con il conflitto di un genere che in Passioni non possiamo definire, ma possiamo avidamente tradurre con qualcosa che si rompe e si dissemina nella lettura dei testi.
L'album è stato realizzato con il compositore Rocco De Rosa, con le collaborazioni di Raiz in Giaculatoria dell'amore indifferente, di Paolo Fresu in Miserere e ne Il canto, con Nello Giudice al basso e tanti altri artisti che compongono questa storia. Da scoprire.

Francesca Grispello

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