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venerdì 20 luglio 2012

Il manifesto dei comunAndi


Fototeca storica Ando Gilardi
e NdA Press
presentano

manifesto dei comunAndi
una modesta proposta

Domenica 22 luglio il comune di Ponzone (Alessandria) ospiterà l'evento specialeUn giorno per Ando, dedicato al grande fotografo scomparso il 5 marzo scorso proprio nel centro piemontese che è stato la sua ultima residenza.
L'iniziativa, organizzata all'interno del Palazzo Thellung con il supporto della Fototeca Storica Ando Gilardi, raccoglierà quanti lavorano realizzando applicando, visualizzando, raccontando o interpretando le idee gilardiane, in materia di fotografia (naturalmente) ma anche di filosofia, di storia, di musica, di vita.
Una giornata per condividere esperienze e aspirazioni in un incontro creativo tra colleghi, alla pari e quasi conviviale: per ricordare Ando Gilardi in libertà con tutte le risorse disponibili.
L'evento sarà l'occasione per presentare il manifesto dei comunAndi, una proposta programmatica contenente le linee guida per coloro che desiderano affrontare il mestiere di fotografo secondo gli insegnamenti di Ando Gilardi e sottoscrivere un'idea di fotografia e, in generale, di arte come strumenti di critica sociale, spesso anche aspra.
Domenica pomeriggio, alle ore 16:30, si svolgerà anche la presentazione in anteprima assoluta del libro curato dall'amico e collega Pino Bertelli con testi e materiali inediti di Ando Gilardi, intitolato Dio non esiste, la fotografia sì! (Merde de la photographie) e in uscita il prossimo ottobre per NdA Press.

Note biografiche:
Ando Gilardi (Arquata Scrivia, 1921 – Ponzone, 2012) è il pioniere degli studi italiani sulla fotografia e il creatore della Fototeca storica nazionale. Ha lavorato a lungo come giornalista e fotoreporter, è stato direttore di Popular Photography Italiana e fra i fondatori e condirettori di Photo 13. Fra i suoi scritti: Storia sociale della fotografia, Storia della fotografia pornografica e Wanted! Storia, tecnica ed estetica della fotografia criminale, segnaletica e giudiziaria.

mercoledì 11 novembre 2009

Signora Libertà Signora Anarchia


Pino Bertelli
NdA Press, 2009

Ci sono esseri umani che più di altri sono stati capaci di incarnare valori di libertà, amore, cultura, innovazione, bellezza, grazia e pace.
Fernanda Pivano è uno degli esempi più alti e quando ci ha lasciato, tutti ci siamo sentiti gravati dalla tristezza, ma soprattutto da una grande responsabilità, far continuare a circolare le idee, le parole. la poesia e la forza della pace che porta l'intensità dei suoi occhi.

Pino Bertelli
, scrittore e fotografo, in Signora libertà signora anarchia, a caldo ci dona il suo dolore e la sua esperienza con una Lettera in Amore a Fernanda Pivano densa di ricordi e tenerezza, sogni e bisogni, di stelle e malinconia dove il bisogno di poesia rende possibile le visione della realtà. Si continua con la sua intervista del 2004 in esclusiva alla Nanda, sull'antifascimo e sul suo incontro con Ernest Hemingway: la dittatura, il confino, la guerra, il confronto con Cesare Pavese suo insegnante, il suo naturale talento, la sua mente allenata dalla musica, dalla curiosità, dai libri e dalla conoscenza delle lingue.

Una donna che ha inciso la storia e la cultura con il suo pensiero libero e la sua penna ispirata e tutta l'intensità della sua voce e della sua storia emerge in queste pagine. Il testo si conclude con la sua incredibile biografia e ho tenuto volutamente alla fine proprio l'apertura di Signora libertà signora anarchia, perchè non sembra vero che la Nanda sia volata lontano dai nostri corpi e Don Andrea Gallo nella sua Omelia alle Esequie ci trasmette forza e commozione, amore e dolore che sale al cuore del lettore senza mediazioni e rende l'animo denso, proprio quell'anima che Fernanda diceva essere una costruzione di situazioni.

78 pagine di forza, poesia e due immagini che la ritraggono con il suo consueto saluto a braccia incrociate, sulle quali ci si sofferma volentieri, meditando su quanto ci è stato vicino un pezzo di cielo splendente.
Complimenti a Pino Bertelli, grazie Nanda.

Francesca Grispello



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