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mercoledì 4 novembre 2009

Senza Trucco


Cosa c'è, davvero, nei cosmetici che usiamo ogni giorno
Nadia Tadioli
Stampa Alternativa, 2009


Il culto verso il corpo è una radice forte in tutte le culture, ma quella che ci vede alle soglie della prima decade del 2000 è articolata e complessa per costumi e tecnologie.
Sapere cosa mangiamo, con cosa igienizziamo il nostro ambiente, con cosa ci nettiamo o con cosa ci facciamo belli è davvero arduo.
Con saponi, gel, schiume, creme di tutti i colori e consistenze con etichette di presunta naturalezza e ingredienti misteriosi per carpirne il segreto ci vuole un chimico, una veggente oppure il maneggevole e utile manuale Senza Trucco di Nadia Tadioli .
Nel manuale troveremo una utilissima guida al significato delle etichette, un dizionario dei termini cosmetici che più ci lasciano interdetti, un approccio al mondo degli oli essenziali e delle utili ricette a base di oli ed essenze che ci faranno conoscere il come si può preparare da soli un cosmetico. Importante la bibliografia e la sitografia che corredano il tutto per appagare il nostro bisogno di saperne qualcosa in più.
Una guida sovversiva per certi versi, perché sembra abbastanza difficile togliersi la maschera e osservarsi senza trucco, ancor di più osservare l'elisir o l'unguento miracoloso con occhi diversi e più coscienziosi.
Se la cosmetica è quella parte della medicina che ha per oggetto la conservazione della bellezza, come rimanda l'etimo della parola, dobbiamo fare un passetto in più in quanto il temine bellezza è misterioso e al quale dobbiamo, per forza, associare il temine di salute e di benessere di noi stessi e del mondo (cosmo/cosmesi).
Quindi se per essere belli ci dobbiamo ammalare, mettere a serio rischio il pianeta o maltrattare gli animali domandiamoci: cos'è la bellezza?
Gli ingredienti misteriosi non hanno più segreti: a tenere sul comodino, in bagno o in cucina.

Francesca Grispello


Recensione apparsa su:

lunedì 19 ottobre 2009

Le istallazioni sonore di Canio Loguercio


Passioni
Edizioni d'if
Luglio 2009

Dopo Indifferentemente (del 2004) e Miserere (del 2007) arriva per Canio Loguercio Passioni, il terzo album del musicista, poeta e performer lucano - scritto in napoletano, la "sacra lingua delle passioni" - è una storia d'amore spietata e sacra, terrestre e spirituale, sussurrata e sanguigna.
Il libro-cd contiene la trascrizione dei 17 brani, in parte rielaborazioni di precedenti lavori, che compongono una storia ricca di collaborazioni e sorprese.
Si apre con Passioni, struggente e bellissimo brano del 1941 composto da Bovio - Tagliaferri - Valente e arrangiata con Peppe Servillo e Maria Pia De Vito e si chiude con Voce 'e notte di Nicolardi - De Curtis.
Segue la litania rituale Miserere, e continua con brani taglienti, impastati con l'elettronica e il respiro affannato del dire: la parola è il luogo della ricerca di Loguercio, che da anni si vuol compiere in corpo e che l'autore cerca di far aderire alla passione che sgorga dal cuore.
Tra l'italiano e il vernacolo, un grammelot di gesti intuiti e un ascolto che evoca i passi lenti e ben cadenzati del rimando poetico e di un dialogo nuovo e inconsueto tra antico e moderno con citazioni e innesti di altre canzoni, come Besame Mucho di Cesaria Evora oppure Je te vurria vasà.
Ritmi blues, techno, parlati e ansimi, luoghi e dispetti dell'amore, istallazioni sonore che danno alla parola l'ambiente che merita e che fanno di Canio Loguercio un paroliere stimolante e un artista completo.
Di rabbia e stupore quotidiano si nutrono i brani, una progressione di eventi ed emozioni giocate tutte con la sperimentazione e con il conflitto di un genere che in Passioni non possiamo definire, ma possiamo avidamente tradurre con qualcosa che si rompe e si dissemina nella lettura dei testi.
L'album è stato realizzato con il compositore Rocco De Rosa, con le collaborazioni di Raiz in Giaculatoria dell'amore indifferente, di Paolo Fresu in Miserere e ne Il canto, con Nello Giudice al basso e tanti altri artisti che compongono questa storia. Da scoprire.

Francesca Grispello

martedì 19 maggio 2009

Silenzio


Silenzio…
Parola che contiene.
Secerne intimità.
Il silenzio di un corpo che si sdraia, di una sveglia che aspetta, di un telefono che squillerà, di un respiro...
Il silenzio di parole che si scardinano.
Quel silenzio che accompagna i miei passi.
Nomi, pieghe, tracce, non parlano, sono.
Ecco il Silenzio è, una congiunzione, un’affermazione, non una negazione.
Allora in questo silenzio posso sentire che io sono. Non so cosa…
Non mi ero mai soffermata ad ascoltare...
Il tempo del silenzio del senso del mio esistere.

"Senza parole e questo greve corpo
Tardi ancora soccombono al silenzio"

S. Mallarmé

domenica 26 aprile 2009

IL contrario di uno di Erri De Luca, Feltrinelli Editore



Inizia tutto con una sorta di resistenza, il guardare colui che ti insegue, la vergogna di un atto tanto umano come quello della fuga. Quest'uomo no, si vergogna.
Siamo nella fine degli anni 60, una febbre contagiosa, un fiorire collettivo. Come se un contadino avesse seminato proprio in quel periodo lì una specie di grano.
Di due gambe è fatto il corpo, due mani, braccia, occhi, orecchie e di due battiti è fatto il ritmo del cuore, siamo nati da un due e lo dimentichiamo.
Partorito da un ventre pieno senza lasciarlo vuoto.
Quest'uomo nato è un fantasma, non fa chiasso, al massimo reagisce.
Il contrario di uno di Erri De Luca è un testo denso di vita declinata in politica, lavoro, amore, sudore... è questo uno incontra il senso del due, senza riuscirne a saldare il nodo che è fatto per essere sciolto, un giorno.
Uno, numero sì, ma altro da se. Solitudine doppiata con un linguaggio denso di poetica, lo sguardo che ci conduce di rigo in rigo è respiro elementale.
Non tutti sanno che esiste un osso per salire e un altro osso per scendere.
Non tutti sanno come e quanto la superficie ruvida dei monti ti accoglie e che in un bosco ti devi far riconoscere per uscirne indenne. Tutto dipende dalla qualità del passo e della tua storia. Erri De Luca traduce in parole il colore di una tempera e la luce che serve per imprimere su pellicola ciò che è il contrario di uno. Deliberatamente e senza intermediazioni ci fa commuovere e ci fa arrabbiare, compiendo alla perfezione, nella sua solitudine di scrittore, tutti i fili di una memoria traditrice che si attacca al lettore. Ci porta a termine lasciandoci sospesi con l'anima gonfia e i nervi sensibili all'aria che tira.
Francesca Grispello

giovedì 5 febbraio 2009

Alle mie mani















le mie mani sono misteriose entità creative
contengono il peso della mia testa, i suoi pensieri, il suo vuoto, le mie lacrime...
assecondano la mia vanità
la mia distruzione
manifestano il mio amore
sono paralizzate dall'orrore
estremità potenti
sapienti
imprevedibili
sincere

lunedì 2 febbraio 2009

Elementalia Project














Elementalia è un progetto di reading musicale ideato da Francesca Grispello (giornalista e esploratrice di corpo, voce, luce, danza, immagini, espressione...) e Donato Zoppo (divulgatore di buona musica su carta stampata, web e radio; scrittore) nel gennaio del 2009.

Il nome del reading deriva dal concetto di "elemento", ovvero una "sostanza semplice che compone il tutto, componente minimo, principio, inizio". Dopo diverse esperienze tra musica, lettura e teatro (reading, spettacoli, radio, dj set), dopo differenti percorsi esistenziali, i due autori hanno deciso di unire desideri e aspirazioni, pulsioni e repulsioni, principi e fini, per realizzare un lavoro che parta dalla radice, per sviluppare nuovi percorsi vitali e artistici.

Elementalia nasce dall'incontro-scontro di due mondi, che ha portato alla scoperta di altri universi. Di estrema importanza per Elementalia è il frammento, ovvero pezzo - quindi elemento - perchè di pezzi e di elementi è composta l'esistenza; perchè l'uno tutto è composto di frammenti; per imparare a disseminare e respirare; perchè riconosciamo la nostra unità e la nostra comunione solo nel frammento.
La ricerca è l'ambiente ideale per Elementalia: si tratta di un reading i cui testi (tratti da opere di Pessoa, Eraclito, Nietszche, Ponge, Cioran, Focillon etc.) vengono recitati con suggestioni musicali talvolta improvvisate, dall'elettronica all'hard rock, dal jazz alla psichedelia (Ash Ra Tempel, Miles Davis, Black Sabbath, Jon Hassell, Ozric Tentacles etc.).

Caratteristiche del progetto sono il rinnovamento continuo e la dimensione circolare della musica e del testo, senza superiorità o predominanza dell'una verso l'altra. A seconda dei luoghi, voci e suono saranno accompagnati dalla proiezione di video, curata dal regista Umberto Rinaldi della Vocidentro Films.

martedì 20 gennaio 2009

forografia - erranza per ali


Pace non trovo e non ho da far guerra e temo,
e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.
Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.
Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perire, e chieggio aita;
e ho in odio me stesso, e amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per voi.

Canzoniere sonetto 134
Francesco Petrarca

giovedì 15 gennaio 2009

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