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mercoledì 29 luglio 2009

[In]utile carezza

Accarezziamo la realtà con strumenti diabolicamente umani, in un attimo unico, originale testimoniamo una realtà individuale. Un prelievo fatto sotto l'epidermide del mondo, guidato non solo dall'attimo, ma anche dalla possibilità di espandere le potenzialità del reale, di ciò che c'è.
La totalità non è contenuta in questa carezza, in quest'espressione, che fin quando c'è è il risultato, è il brivido o un suo riflesso.

martedì 19 maggio 2009

Silenzio


Silenzio…
Parola che contiene.
Secerne intimità.
Il silenzio di un corpo che si sdraia, di una sveglia che aspetta, di un telefono che squillerà, di un respiro...
Il silenzio di parole che si scardinano.
Quel silenzio che accompagna i miei passi.
Nomi, pieghe, tracce, non parlano, sono.
Ecco il Silenzio è, una congiunzione, un’affermazione, non una negazione.
Allora in questo silenzio posso sentire che io sono. Non so cosa…
Non mi ero mai soffermata ad ascoltare...
Il tempo del silenzio del senso del mio esistere.

"Senza parole e questo greve corpo
Tardi ancora soccombono al silenzio"

S. Mallarmé

lunedì 23 febbraio 2009

inferno


Si contraggono le viscere
per mettere a fuoco
le fiamme.
Un gioco di parole
il mettere a fuoco le fiamme
Un gioco di semi, senza fine,
spiegato e piagato.

mercoledì 28 gennaio 2009

Solo una linea ferroviaria




L'ultimo binario, in linea di massima, è sempre vicino a capanoni industriali dismessi e per chi ha la fortuna di vivere in città aperte al mare non è difficile vedere il contrasto netto dei colori e la vita che è stata vicino all'AV (alta velocità), che non è riuscita a cancellare tutto questo, ma è riuscito a farcelo dimenticare.
Che valore possiede questa memoria?
Se non quella dell'inefficienza più totale?
Lo stato di cose attuale ci ha fatto scacco matto! Non c'è bisogno di cancellare i colori, i capannoni e la vita che in questi luighi insisteva. Basta che tu dimentichi!
Abbiamo dimenticato tutto così in fretta...
Lungo i binari, invece, il tempo è fermo.
Popipooooo...ma è logico! E' proprio attorno alla linea ferroviaria (oggi c'è l'AV!) si è concentrata una piccole esistenza di sopravvissuti...PopiPooooo...
C'è un pino marino che difende una lingua di terra "inutile". E' un tipo vanesio che dritto e faccia al mare mostra il culo a coloro che posano su di esso lo sguardo, sarà il suo modo di vendicarsi. La sua solitudine.
Ci sono i colori in riva al mare, la bruttura che si arrende e quella residua, ma non è bruttura e nè squallore il termine adatto, è solo una linea ferroviaria che oggi chiamano alta velocità.

martedì 20 gennaio 2009

forografia - erranza per ali


Pace non trovo e non ho da far guerra e temo,
e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.
Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.
Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perire, e chieggio aita;
e ho in odio me stesso, e amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per voi.

Canzoniere sonetto 134
Francesco Petrarca

giovedì 15 gennaio 2009

Pelle


La vita,
questa scrittura del corpo
e il tempo
la sua pelle.

ciò che resta...





"...io non credo che la totalità sia contenibile nel linguaggio; il mio problema è ciò che resta fuori, il non scritto, il non-scrivibile".
Italo Calvino
Per questo provo a scrivere.
Scrivo per comprendere ciò che resta fuori.

martedì 13 gennaio 2009

Interior


Quando l'interno sbatte
e non ci sono finestre,
ma rasoi.
Si squarciano lembi di carne
sanguinando luce.

Ferro e Tabacco il bianco e il nero

Quando le cose accadono, accadono sempre perchè il tuo cuore è aperto. Discipline difficili, arzigogolate, sudate e liminali quelle del cuore e quelle che credi siano del cuore. Quel che si chiama cuore è l'assenza di paura che ferma lo scorrere su questo piano inclinato momentaneo. Il viviere. L'essere e l'assenza, l'essenza e il profumo di primavera in autunno. Stupori. Tremori. Avevo il sapore del ferro e del tabacco in una notte umida. Quando iniziai a scorrere in modo inarrestabile. Questo pensiero mi serve ora che il mio animo sembra frenare. Di questi tempi correre e scorrere evitando le multe e non saltare in aria è il mio compito.

Questo passo è dedicato ad un Grande Essere, un Grande Sorriso. Se legge capirà.

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