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lunedì 12 marzo 2012

Due pianure di sangue: Padova e Ferrara.

RIGHETTO VS MAZZONI/AMADUCCI

Mercoledi 14 marzo 2012, ore 20.00
Centro Culturale la Resistenza, Via Della Resistenza, 34
44121 Ferrara (FE) 

Verranno presentati i libri: 


Bacchiglione Blues 
di Matteo Righetto (Perdisa Pop 2011)




Malatesta: indagini di uno sbirro anarchico 
(illustrata da Andrea Amaducci) di Lorenzo Mazzoni (Momentum Edizioni 2011)
Modereranno:
Marco Belli (Linea BN Edizioni)
 e Giacomo Brunoro (SugarPulp)


INFO:

Lorenzo Mazzon
i è nato a Ferrara nel 1974.
Collaboratore de “Il Fatto Quotidiano” e ”il reporter” ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il requiem di Valle Secca (Tracce, 2006), Ost, il banchetto degli scarafaggi (Edizioni Melquìades, 2007), Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda (Robin Edizioni, 2007), Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Cartoline dal mondo dei balocchi (LA Case, 2011).

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lmazzoni/ 

Andrea Amaducci è nato a Forlì nel 1978.
Visual artist e performer, collabora con l’etichetta discografica Hell Yeah Recordings, con il Collettivo Cinetico ed è docente di teatro all’interno della casa circondariale di Ferrara. Dal 2007 è l’illustratore delle storie di Pietro Malatesta, scritte da Lorenzo Mazzoni.

http://www.andreaamaducci.com/
SINOSSI: Pietro Malatesta, poliziotto ferrarese con un passato da teppista, che gira solo in bicicletta e che divide la casa con la madre, l’ex moglie, un figlio nullafacente e il Boy, il palestrato zero-cerebro che sta con la sua ex, è uno sbirro decisamente atipico, connotabile sulla falsa riga di tanti eroi del fumetto e della tv Anni ’70 (non per niente Malatesta ha come mito Starsky di Starsky&Hutch e si veste come lui). Le storie sono brevi, accattivanti, pienamente inserite nel genere ‘giallo di provincia’, e si snodano in una Ferrara multi-etnica, alle volte sporca e un po’ barbara, fatta di ultrà della Spal, bevute nei bar, adolescenti fancazzisti imitatori di mode, spaccio, colori politici che paiono mai sbiadire. Il volume si compone dei romanzi brevi: Nero ferrarese, Il recinto delle capre e Il cinematografo.
Malatesta: indagini di uno sbirro anarchico è il vincitore del Liberidiscrivere Award 2011



Matteo Righetto è nato nel 1972 a Padova, dove vive e insegna Lettere alle scuole superiori. Ha pubblicato Savana Padana (Zona, 2009) e nello stesso anno ha co-fondato il movimento letterario Sugarpulp con la benedizione di Joe R. Lansdale e Victor Gischler.

http://matteorighetto.com/
SINOSSI: Sembra di essere nella Louisiana occidentale, tra fischi di pallottole e uomini senza coscienza. Siamo invece in Italia e questo non è un film.
Lungo il corso selvaggio di un fiume in piena, in mezzo a campi di barbabietole, vecchi sfasciacarrozze e cascine abbandonate, tre balordi sequestrano la giovane moglie di un industriale dello zucchero. L’uomo decide allora di risolvere a suo modo la questione, assolda una seconda squadra di banditi e presto la situazione precipita in una serie inarrestabile di colpi di scena. Questa è la profonda provincia rurale del nord-est, dove si annidano personaggi tanto grotteschi quanto verosimili, criminali sprovveduti, bifolchi fuori controllo e proprio per questo capaci di tutto.
Da una delle voci più decise del pulp italiano, un romanzo pirotecnico ed esilarante che è pura miscela esplosiva. "Abbiamo anche noi il nostro Quentin Tarantino. No, non fa film, scrive. Si chiama Matteo Righetto." Il Sole 24 Ore

sabato 19 novembre 2011

Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico

Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico

di Lorenzo Mazzoni
illustrazioni di Andrea Amaducci
prefazione di Enrico Pandiani
momentum edizioni

Ferrara. Una serie di efferati omicidi scuote la tranquilla città emiliana. Inquietanti rivendicazioni firmate Spontaneisti Armati Combattenti vengono recapitate nella redazione del giornale locale. Il guardiano del Museo d'Arte Moderna viene assassinato con una dose di eroina tagliata. Sul retro della multisala cinematografica CineBanana’s viene ritrovato il cadavere di una donna affetta da nanismo. L’ispettore Pietro Malatesta, outsider anarchico della polizia, verrà incaricato di seguire le indagini. Nuotando controcorrente, attorniato da una strampalata corte dei miracoli, si scontrerà contro tutto e tutti per cercare di portare alla luce la verità. Le storie si snodano veloci, in una sarabanda nerissima, grottesca e divertente, e sono accompagnate da disegni di grande effetto che mettono in luce gli aspetti più nascosti di Ferrara.

Pietro Malatesta, poliziotto ferrarese con un passato da teppista, che gira solo in bicicletta e divide la casa con l'anziana madre fumatrice di marijuana, l'ex moglie, un figlio nullafacente e il compagno della sua ex.
Pietro Malatesta, giocatore sfegatato di FreeCell, amante dei noddles istantanei e della cucina cinese, adoratore di Starsky&Hutch, nostalgico tifoso della Spal degli anni '80.
Fra estremisti di destra, scommettitori clandestini di gare automobilistiche, islamici nostrani, modelle di riviste pornografiche, pappagalli tropicali, ex brigatisti, immigrati, sexy-shop di provincia, elezioni comunali, risse alla sarda, terribili film hollywoodiani, alani anarchici e badanti della Pridnestrovie, Petro Malatesta e Ferrara, città provinciale, multietnica, malinconica, adrenalinica, misteriosa, nera, sono gli irresistibili protagonisti di questa trilogia dal sapore gustosamente noir.

Il volume contiene i romanzi Nero ferrarese, Il recinto delle capre e Il cinematografo.


"Se credete che gli ispettori di polizia siano tutti uguali, allora non conoscete Pietro Malatesta, lo sbirro patafisico nato dalla penna del ferrarese Lorenzo Mazzoni e genialmente illustrato da Andrea Amaducci. Un noir pieno di emozioni". Matteo Righetto (Sugarpulp)

"Pietro Malatesta ha l’animo un po’ rozzo e un po’ virile di un uomo come tanti, straordinariamente vero, che si tiene perfettamente in equilibrio su un tracciato narrativo altrettanto equilibrato, veloce, senza fronzoli. Consigliatissimo". Alessandra Di Gregorio (Scrittura Informa)


"I romanzi di Lorenzo Mazzoni ricordano la grande scuola di Scerbanenco. Il ritmo della narrazione non ha cadute ed è spesso sostenuto da una combinazione di ironia e humor che accompagnano nella storia senza mai abbassare la tensione". Enrico Pandiani (dalla Prefazione)


Potete acquistare il libro nelle migliori e peggiori librerie della vostra città
oppure qui:

Vi aspettiamo il 25 novembre alle ore 19.00 alla libreria Il mio libro, via Sannio 18, Milano per la prima presentazione del libro. Replicheremo il 2 dicembre alle ore 21.00 al circolo ARCI Métissage, via Borsieri 2, Milano.

Per informazioni:


Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Collaboratore de "il Fatto Quotidiano" e "il reporter" ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il requiem di Valle Secca (Tracce, 2006), Ost, il banchetto degli scarafaggi (Edizioni Melquìades, 2007), Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda (Robin Edizioni, 2007), Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Cartoline dal mondo dei balocchi (LA Case, 2011). http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lmazzoni/ 

Andrea Amaducci è nato a Forlì nel 1978. Attore e pittore, ha lavorato molti anni con il Teatro Nucleo di Ferrara e attualmente collabora a diversi progetti internazionali di danza e a laboratori teatrali all’interno delle carceri. Ha all’attivo numerose esposizioni personali e collettive sia in Italia che all’estero. Dal 2007 è l'illustratore delle storie di Pietro Malatesta, scritte da Lorenzo Mazzoni. http://www.andreaamaducci.com/ 

venerdì 11 febbraio 2011

Intervista con l'autore: Lorenzo Mazzoni

Dopo il mio commento al suo ultimo libro Le bestie/Kinshasa Serenade, incontriamo l'autore Lorenzo Mazzoni.



(Foto: Lorenzo Mazzoni in Yemen)
Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho scritto la mia prima storia a sei anni. Una specie di Odissea, dove partivano in ventisette e, inspiegabilmente, morivano in cinquantatre. Un'unica copia, scritta a mano, rilegata con un nastro rosso e regalata a mia mamma. Poi mi sono preso una pausa sabbatica durata fino ai quattordici anni quando ho iniziato a scrivere poesie orrende. Milioni di poesie orrende. Sono state la scoperta della narrativa americana, la riscoperta di Salgari e i viaggi che mi hanno portato al romanzo. Scrivo perché sono arrabbiato, perché sto bene in compagnia dei miei personaggi, per non sparare in faccia a qualcuno, per dire quello che penso, per rendere i sogni palpabili eccetera eccetera.

Come è nata la collaborazione con la Momentum?
Ho visto su internet un link di Momentum. Sono andato sul sito e mi è subito piaciuto il tipo di progetto che portano avanti: spy-story, noir, hard boiled... Siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ho proposto "Le bestie/Kinshasa Serenade" che è piaciuto e, in tempi davvero rapidi, lo hanno trasformato in un libro in carne e ossa. Sono molto felice di aver pubblicato con loro. La serietà con cui lavorano è encomiabile. Massimo Di Gruso, il direttore editoriale, e tutta la redazione penso siano un esempio sano e positivo sul modo in cui un editore dovrebbe lavorare oggi in Italia. Lunga vita a Momentum Edizioni.

Un personaggio de Le Bestie ascolta e ama i Notturni di Chopin.
Come mai questa scelta?

I Notturni sono malinconia e dolcezza. Harlod Brook (il personaggio che li ascolta) è assorbito di orrore e quotidiano e reale cinismo. Sono la sua medicina per non impazzire. Ascolta Chopin per dimenticare la bidonville dove lavora come medico e per lasciare fuori dalla porta Kinshasa, la grande metropoli tropicale in continuo stato di decomposizione.

Perché hai dedicato il tuo libro ai rifugiati? 
Perché sono le vittime del lungo conflitto congolese e di tutti i conflitti in generale. I rifugiati perdono lavoro, casa, terra, cari (a volte anche la dignità) per colpa di guerre volute dai potenti. In Congo non sarà mai qualche autoproclamato generale finanziato dall'Occidente o dalle mafie internazionali a perdere la propria "quotidianità", ma sempre e solo la gente comune. In Congo ci sono un milione e mezzo di profughi. E' a loro che il libro è dedicato, ma anche ai rifugiati nei grandi ghetti delle capitali europee, ai rifugiati dell'Afghanistan, alle migliaia di palestinesi a cui viene negato il diritto alla terra, alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno cercano rifugio in qualcosa di lontano dalla realtà per scappare all'orrore imposto dal Dio Denaro e dai suo fratelli.

Ferrara: qual è la tua opinione sulla realtà edioriale e sui lettori della tua città ?
Se si esclude LineaBN Edizioni (e non perché è stato un mio editore), credo che il quadro generale sia pessimo. Ci sono i soliti editori che "funzionano" da trent'anni nonostante non pubblichino libri decenti da molto tempo. Ci sono gli editori a pagamento. Quelli che pubblicano libri sugli Estensi per avere fondi, ignorando che Ferrara ha una sua storia anche dopo che il ducato è passato a Modena e che, magari, promuovere qualcosa di nuovo farebbe bene alla cittadinanza per ricongiungerla con un passato un po' più variegato. Ci sono editori da aperitivo e editori che dovrebbero smetterla di incrementare la deforestificazione del pianete pubblicando prodotti locali impubblicabili. LineaBN Edizioni ha avuto il pregio di pubblicare narrativa, reportage, fotografia, progetti collaterali con paesi esteri. Insomma qualcosa di nuovo per una città che avrebbe il clima e le potenzialità per fare davvero qualcosa di importante. I lettori della città sono buoni lettori, tendenzialmente. A Ferrara si legge tanto. Purtroppo i ferraresi sono molto influenzabili dalle scelte editoriali che gli propinano i media locali, perciò spesso libri orribili vendono molto di più di libri ben scritti, ma credo sia un problema nazionale e non ascrivibile alla sola realtà cittadina.

Un libro che avresti voluto scrivere.
"Il fattore umano", di Graham Greene.

Un libro che ci consigli.
"Il forziere di Zanzibar", di Aidan Hartley.


Grazie
Grazie a voi

mercoledì 9 febbraio 2011

Le Bestie - Kinshasa Serenade di Lorenzo Mazzoni

Momentum Editore, 2011


Ritornano le suggestioni della penna di Lorenzo Mazzoni, dopo Porno Bloc, ambientato in Romania, ora il nuovissimo Le Bestie - Kinshasa Serenade ci porta nella Repubblica Democratica del Congo.
Storie di occidentali che per varie ragioni si scontrano in una terra ferita da gravi conflitti, purtroppo poco conosciuti e affrontati dalle democrazie.
In Le Bestie subito siamo catapultati su di una strada che "è un vero museo d'arte africana": miseria, malattia, degrado, morte e corruzione sono le prime immagini che ci investono - manca solo l'odore.
Un medico, un giornalista e un intrallazzatore senza scrupoli sono i personaggi, tutti saranno investiti dalla guerra civile, ognuno con il suo bagaglio di orrore, ognuno con il suo grado di coscienza e follia. Bisogna essere pazzi per rimanere all'inferno! "Ma tu sei tornato all'ovile?"

Spionaggio, controspionaggio, ferocia, pietà, i Notturni di Chopin, carne e politica. Urgente e serrato il ritmo dei capitoli, urgente come la guerra, come la foresta dei machete che si sta per abbattere con furia cieca e drogata.
Una denuncia verso alcune realtà poco evidenziate: come i bambini-soldato, il razzismo - "i negri sono come le scimmie e uccidi il bianco di merda" - la povertà, la piaga della corruzione e una riflessione cruda sull'efficacia delle missioni umanitarie.

L'ispirazione di Lorenzo Mazzoni sembra trarre linfa dalla geografia, netta è la sensazione che siano i luoghi a raccontare qualcosa che l'autore trascrive e condensa.
Alla fine di Kinshasa Serenade l'inchiostro è ormai indelebile nell'animo del lettore.
Le bestie che affresca sono gli uomini, nostri simili e questo ci umilia. La violenza e la sua denuncia feriscono, ecco perché ci vuole una grande dose di coraggio e bravura per raccontare l'osceno senza risultare stucchevoli e retorici.

Francesca Grispello

Info:
http://www.momentumedizioni.it/

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