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domenica 12 dicembre 2010

Filosofia della Paura di Lars Svendsen

Come, quando e perchè la sicurezza è diventata nemica della libertà
Castelvecchi, 2010


"L'uomo civile ha scambiato una parte delle sue possibilità di felicità per un po' di sicurezza" è Sigmund Freud che ad inizio '900 nel saggio Il disagio della civiltà sottolineava un aspetto oggi sempre più discusso. Paura e sicurezza, felicità e controllo.
"La paura è quindi una visione del mondo nella quale la propria vulnerabilità è la regola fondamentale" con queste parole Lars Svendsen chiude il capitolo Cos'è la paura? nel suo ultimo La filosofia della paura.
Qualsiasi riflessione sul termine paura trascina inevitabilmente con sé altre parole come: emozione, fiducia, uomo, sicurezza, giustizia, pace, guerra, etc. Cos'è la paura? cosa vuol dire essere al sicuro? e al sicuro di chi o di cosa? assassini, rapinatori, catastrofi naturali? da tutto e da nulla.
Proprio per questo l'autore si premura da subito che l'ansia di sentirsi al sicuro ci rende infelici, soli e suggestionabili. Cosa utilissima al sistema del potere che usa e manipola la paura. La paura è qualcosa che abbiamo in comune, è un elemento unificante se riflettiamo sulla disgregazione sociale; l'autore da Tucidide a ad Oscar Wilde, da Maurice Merleau-Ponty a Joseph Conrad traccia il lungo percorso delle paura degli uomini e, suo malgrado, dell'uso che ne compie la Storia.
Sarà l'uomo, malvagio nella sua natura, sarà l'utopia ad essere lontana e irraggiungibile, sarà che il mondo e le città non sembrano essere un luogo sicuro in cui vivere. Dai muri di cinta all'industria dei cancelli, citofoni, videocamere, allarmi e pareti rinforzate e poi? di certo calmeranno le nostre ansie, ma smetteremo di aver paura?

L'autore ci offre un testo dinamico dove possiamo mettere in relazione Benjamin Franklin con Bernard Russel, dove il primo afferma che "colui che rinuncerà a una libertà decisiva per una sicurezza temporanea, non merita né la libertà, né la sicurezza" e il secondo rimarca, "la paura è la fonte principale di superstizione e crudeltà. Vincere la paura è l'inizio della saggezza".
Da animali quali siamo, la paura nasce quando c'è qualcosa che mette a rischio la nostra conservazione, ma nell'esasperare questa natura si rischia di perdere la ricchezza della nostra umanità.  Se è vero - come diceva Jean-Paul Sartre -  che "un sentimento cambia totalmente il mondo", allora prendere coscienza degli effetti della paura e delle sue ragioni è un buon passo. Iniziare da Lars Svensen è un buon punto di partenza. 

Francesca Grispello

domenica 30 maggio 2010

L'altrapArte, la nuova rivista in edicola

Dal 24 maggio in edicola “L’altra pARTE”, il nuovo trimestrale di arte e società diretto dal giornalista Marco Masciantonio e dal fumettista Domenico Cornacchione.

Un’iniziativa dell’Associazione Culturale “COSEdaPAZ”.

“Quando inizia una nuova avventura - spiega Marco Masciantonio, direttore della nuova rivista di informazione sociale l’altra Parte - c’è sempre quell’alone di entusiasmo che riesce a far compiere veri e propri salti mortali. Quando nasce un nuovo giornale c’è sempre quella scia di scetticismo che la novità riesce ad offrire a quello che già è, già esiste, già è affermato e conosciuto. E così, forse per gioco, forse grazie a quello spirito ribelle che solo la gioventù riesce ancora a dare (in un’epoca dove i valori di terra e cultura sono andati a farsi benedire e gli ideali hanno travalicato l’età pensionabile) l’altra pARTE vuol significare non solo l’ennesima trovata editoriale di un gruppo di scalmanati pronti a dare l’anima per un progetto, ma anche l’immergersi con folle responsabilità nella vita sociale, assorbendo pro e contro che questa può presentare. Mi spiego.

Il progetto l’altra pARTE nasce dall’intuizione di un artista, Domenico Cornacchione, che una mattina di inizio autunno mi ha fermato nella nostra Casacalenda (CB) illustrandomi questo semplice ma ambizioso progetto. ‘Dobbiamo creare una rivista che tratti temi sociali’ mi diceva con occhi raggianti che non potevano non essere ascoltati. ‘Tutto quello che c’è da sapere su queste persone e su questi ambienti. Con interventi di esperti, giornalisti e artisti’. Già gli artisti. Perché l’arte non abbandonerà mai l’indole di Domenico, vignettista, attore e scultore; così come il sociale non potrà mai discostarsi da temi forti e importanti.

Così, da una parola mirata e uno sguardo penetrante, è nata l’altra pARTE. Una rivista a nostro avviso di facile consultazione e che al tempo stesso riesce a dare un quadro preciso della tematica sociale che di trimestre in trimestre andremo ad affrontare.


Il primo numero è interamente dedicato alle persone con disagi mentali. Per farla breve, quelle persone che comunemente vengono chiamate ‘pazze’! La pazzia, per fortuna, è nel gene umano, e nessuno può considerarsene esente. La pazzia rappresentata al teatro, al cinema, nella musica, nell’arte. Ma anche la pazzia nella vita di tutti i giorni.

Cosa significa vivere o sopravvivere con chi vive o sopravvive in una mente che sa tanto di cella di isolamento? Così ci siamo spiegati il concetto de l’altra pARTE, appunto. Il senso di una vita vissuta dall’altra parte della strada, su un marciapiede parallelo, da dove tutti sembrano guardarti con occhio diffidente. ”

L’altra pARTE, quindi, è uno “SPAZIO” aperto al dialogo, al confronto, alla crescita reciproca. Il concetto fondamentale su cui si basa il trimestrale è molto semplice: ognuno ha il diritto di comunicare, di manifestare o meglio partecipare il proprio pensiero. Importante, comunque, non è solo esprimere la propria opinione, ma anche promuovere l’informazione, favorire la conoscenza, senza giudizi e pregiudizi, nella piena libertà ideologica.

Ed è per questo che ogni numero sarà caratterizzato da un tema diverso su cui discutere: malattie mentali, razzismo, crisi economica, ma anche arte, cinema, fumetto, umorismo …

L’altra pARTE, quindi, è una rivista divergente che vuole informare e formare.

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