sabato 26 febbraio 2011

Controcanto di Marco Revelli

Chiarelettere, 2010


Stiamo assistendo ad un periodo storico povero di criterio e ricco di conflitto.
Il cittadino e la politica sono termini distanti. Un paradosso linguistico, sociale e di identità. Come è accaduto tutto questo? Come siamo cambiati? Marco Revelli, in Controcanto ci ricorda che esiste e insiste un'Italia diversa, meno urlata e più urgente, reale e non salottiera.
Una raccolta di articoli - da 2006 al 2008 - che tentano di interpretare un cambiamento.
Il sentimento di odio verso i Rom, i CPT, le violenze a Genova e a Napoli nel 2001 e il significato del lavoro, sono solo alcuni degli esempi con cui Revelli ci porta a riflettere che, nella civile e cattolica Italia l'uomo e la sua nuda vita sono maltrattati, vilipesi e ignorati.


"Occorrerebbe forse, per spezzare l'incantesimo, un gesto estremo di secessione estetica ed etica, prima che politica - più avanti -  un'altra forma del racconto che lasciasse la parola a un'altra modalità del comportamento oggi cancellata".
Marco Revelli, allievo di Norberto Bobbio, docente e scrittore di ottimi saggi in Controcanto, con i suoi articoli ci porta a riflettere su un passato recentissimo, che abbiamo imparato ad ignorare. In modo sottile e pacifico Revelli compie un richiamo energico alla potenza dell'uomo e alla sua cecità. Non si salva nessuno, destra e sinistra sono parte attiva in questo "disagio dell'inciviltà": la sinistra incapace di riformarsi e un berlusconismo che parla alla pancia e al cervelletto degli italiani.
Tutte analisi che meritano una lettura attenta e prolungata, per assorbire con lentezza le ripetizioni e  i semi ed essere terreno di critica fertile. Non un appello alla bontà dell'uomo, ma alla sua ragione.

Francesca Grispello

Info:
http://www.chiarelettere.it

Ritmu Novu dei Zona Briganti

Volta la Carta, 2010


C'è molto fermento nel mondo folk, mai come ora c'è davvero di tutto: gruppi, per lo più emuli, che cavalcando la moda salentina, campana o sicula, non hanno davvero detto nulla.  Chi possiede un po' di cuore e un minimo di orecchio subito si accorge della differenza, si sente subito l'onestà di un progetto.

Questo cappello nasce dal mio ultimo ascolto Ritmu Novu il disco dei Zona Briganti, band originaria di Rogliano in provincia di Cosenza. Un disco genuino ed è proprio per questo che stanno raccogliendo soddisfazioni e conferme.
La contaminazione, l'incontro e un pizzico di fortuna sono gli ingredienti di essenziali per l'edificazione del dire e del fare. Non accetto l'idea di appropriarsi di una tradizione per un tornaconto egocentrico, ma abbraccio coloro che rilanciano e valorizzano la bellezza e la conoscenza.

Forti dello slancio dato dalla vittoria del Radici Etno Contest nel 2009 e con due dischi all'attivo, il progetto Ritmo Novu trae forza dalla tradizione calabrese: testi, canti, tradizioni o leggende sono dolcemente amalgamati con l'elettronica. Brani come la titletrak, Re Niliu e Gigarantaru ne sono l'esempio, premia anche la semplicità di Pedi e' Poeta. Sentito e vivace l'omaggio a Domenico Modugno con il brano Malarazza, che oggi famosa grazie a varie rielaborazioni come quella di Roy Paci o Carmen Consoli, di Ginevra Di Marco o la struggente versione de I Zezi.
Attivissimi dal vivo e accolti nelle selezioni per le audizioni live di Musicultura 2011, la band farà parlare ancora molto di sé. I musicisti si amalgamano bene, il tamburello e la chitarra battente prendono il cuore e le gambe, ma ci sono ancora limature da compiere e personalità da conquistare. Peccato per la resa del booklet con i preziosi testi difficili da leggere. Il solco è tracciato.

Francesca Grispello



Info:

venerdì 25 febbraio 2011

Concerto d'amore per la terra dei fuochi: nessun veleno in nessuna terra


25 Febbraio 2011

Palamaggiò Castel Morrone (CE)

Direttore Artistico: Imad Zebala
Assistenza artistica: Jacopo Fo


INTERVERRANNO :

PEPPE BARRA

TONY ESPOSITO

MODENA CITY RAMBLERS

NANDU POPU E PAPA LEU dei SUD SOUND SYSTEM

NANDO CITARELLA e i TAMBURI DEL VESUVIO

ERNESTO BASSIGNANO E MICHELE MICARELLI

CAPONE BUNGT E BANGT

MARCO ZURZOLO

MARIA PIA DE VITO

CANIO LOGUERCIO

PIETRO CONDORELLI

MAMMA TAMMORRA

A 67

UGO MAIORANO E PARANZA

ZAMPOGNE D’ALTROCANTO

I CO’MARE

BATACOTO TAMBURI BRASILIANI


Sostengono il progetto:

PADRE ALEX ZANOTELLI, IL PREMIO NOBEL DARIO FO, MONS PIETRO FARINA, MONS BRUNO SCHETTINO, MONS RAFFAELE NOGARO, IL GIUDICE RAFFAELE CANTONE, IL GIUDICE RAFFAELLO MAGI, LA GIORNALISTA ROSARIA CAPACCHIONE

Partecipa: PATRIZIO RISPO
Presenta:  GIULIA FOSSA’

PATROCINI:
PREMIO NOBEL DARIO FO - ENTE PROVINCIA CASERTA - II UNIVERSITA’ STUDI DI NAPOLI (FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA) - EPT CASERTA

INGRESSO GRATUTO FINO AD ESAURIMENTI POSTI
per informazioni: concertodamoreterradeifuochi@gmail.com

giovedì 24 febbraio 2011

Il ritorno dei Saint Just: Prog Explosion!

Sabato 26 febbraio Jenny Sorrenti e Marcello Vento presentano il nuovo disco dei Saint Just Again alla Libreria Luidig di Benevento: un appuntamento con la grande storia del rock progressivo



Saint Just Again
e
Raro! Records
sono lieti di presentare
PROG EXPLOSION!

Sabato 26 febbraio 2011
h. 20.30
Libreria Luidig
Palazzo Collenea - Corso Garibaldi 95
Benevento

Con la partecipazione di
Jenny Sorrenti e Marcello Vento

Conducono i giornalisti
Flavio Ignelzi e Donato Zoppo


Sabato 26 febbraio 2011 alle ore 20.30 la Libreria Luidig (Palazzo Collenea, Corso Garibaldi 95, Benevento) ospita un incontro speciale dedicato alla grande esperienza del progressive-rock e in particolare a quella dei Saint Just. Tornata in attività con la nuova sigla Saint Just Again, la formazione napoletana fondata da Jenny Sorrenti ha da poco pubblicato un nuovo album dal titolo Prog Explosion. Con due album leggendari come Saint Just (1973) e La casa del lago (1974), i Saint Just sono entrati nell'olimpo dei grandi del rock progressivo italiano e internazionale: la loro miscela di rock, folk, jazz e sperimentazione ha incantato la critica e il pubblico di ieri e di oggi.

Terminata l'esperienza Saint Just, la vocalist anglo-partenopea Jenny Sorrenti ha avviato una carriera solista proseguita fino ad oggi: la sua recente trilogia "mediterranea" composta da Medieval Zone, Com'è grande enfermidade e Burattina ha riscosso lusinghieri apprezzamenti per l'originale contaminazione musicale. Nel 2010 Jenny ha deciso di tornare al progressive degli anni '70 con i Saint Just Again: la formazione annovera ottimi musicisti, a partire dal formidabile percussionista Marcello Vento e dal tastierista Ernesto Vitolo, una delle colonne del Naples Power.

Il nuovo disco Prog Explosion è pubblicato dalla Raro! Records in tiratura limitata numerata solo su LP (vinile arancio 180 gr .e vinile nero 140 gr.): sette tracce registrare live in studio, un prezioso cameo vocale del grande Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, una proposta musicale spumeggiante e fascinosa. Del passato e del presente dei rinnovati Saint Just parleranno Jenny Sorrenti e Marcello Vento alla Libreria Luidig di Benevento, con la conduzione dei giornalisti Flavio Ignelzi e Donato Zoppo.


mercoledì 23 febbraio 2011

Il giorno che la rosa fiorì a Caserta

Blogfoolk
è lieto di presentare

l'anteprima nazionale de

il giorno che la rosa fiorì

Il nuovo album di Michele Gazich e La Nave dei Folli

Venerdì 4 Marzo 2010 ore 18:00
Libreria Pacifico – Piazza Vanvitelli Caserta

Introduce
Salvatore Esposito
Giornalista di JAM e Direttore di Blogfoolk

Interviene
Michele Gazich

Michele Gazich e La Nave dei Folli – Il Giorno Che La Rosa Fiorì

"Rosa da rosa / Cuore da cuore / Non aspettare un'ora / La rosa non ritorna".


La rosa, dalla poesia antica alla poesia contemporanea, è simbolo dell'amore. Quante volte, schiacciati e puniti dal nostro stesso lavoro,
non abbiamo il tempo per accorgerci che una rosa è fiorita!


Michele Gazich e La Nave dei Folli
Voce: Anna Petracca
Violino: Michele Gazich
Chitarra: Marco Lamberti
Basso: Fabrizio Carletto

Michele Gazich
Michele Gazich è musicista, produttore artistico, autore, compositore.
Grazie ad uno stile personale e decisamente innovativo sul suo strumento principale, il violino, che rende il suo suono immediatamente riconoscibile, Gazich, dopo numerose collaborazioni con artisti italiani, si è fatto apprezzare anche fuori dal nostro paese, con significativi e ripetuti tour in USA ed Europa, a partire dagli anni Novanta, con formazioni sinfoniche classiche e contemporaneamente legando il suo lavoro al mondo dei singer-songwriters: da Michelle Shocked a Mary Gauthier, da Eric Andersen a Mark Olson.
Michele Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di quaranta album.
Questa breve e selezionatissima biografia artistica può solo rivolgersi, dunque, alle tappe salienti della ricca e variegata carriera di Gazich. Chi fosse interessato ad approfondimenti ulteriori può rivolgersi all’esaustivo sito: www.michelegazich.it.
2001-2006 Collaborazione con il cantautore Massimo Bubola. Gazich interviene nello spettacolo live di Bubola con violino, viola e piano e coproduce artisticamente gli album realizzati dal cantautore veronese in questo periodo, tra cui Segreti Trasparenti (2004), cofirmando la musica di alcune canzoni.
Tra le produzioni artistiche di Gazich ricordiamo anche i due album del cantautore friulano Luigi Maieron: Si Vîf (2002) e Une Primavere (2007).
Tra le registrazioni effettuate in studio in Italia, segnaliamo l’album Disarmati (2002) di Giorgio Cordini, al fianco di Mauro Pagani, Riccardo Tesi e Fabio Treves e Il cîl da l'Irlande (2003) de La Sedon Salvadie, a cui Gazich ha collaborato insieme, fra gli altri, a Vincenzo Zitello, agli irlandesi The Chieftains e al galiziano Carlos Nuñez.
A partire dal 2003, si intensificano i contatti con artisti statunitensi. Lo troviamo in tour in Europa e USA con Victoria Williams, Mark Olson ed Eric Andersen, con il quale partecipa a May your song always be sung, doppio CD, tributo internazionale a Bob Dylan, con nomi come Rick Danko e Elliott Murphy.
2006-2009 Collaborazione con Mark Olson. Nel settembre 2006 Gazich è a Los Angeles e partecipa alle session di The Salvation Blues (2007) di Mark Olson, album del grande ritorno del fondatore degli storici Jayhawks, a cui segue un tour di più di 300 date, che percorre più volte USA ed Europa in festival e teatri, dall’aprile 2007 al dicembre 2008. Nell’autunno 2009, Gazich partecipa alle registrazioni del successivo album di Olson, Many colours kite (2010), curando gli arrangiamenti degli archi.
Dal tour europeo del 1992 inizia la collaborazione artistica con Michelle Shocked, ancor oggi in corso; è un importante sodalizio artistico e umano, che si concretizza nella partecipazione ai tour italiani ed europei dell'artista del 1995, 1996, 1998, 2000, 2001, 2002, 2003, 2008 e 2010.
2000-2011 Collaborazione con Eric Andersen, con tour in USA ed Europa, culminata nella pubblicazione di Live in Cologne (Meyer Records 2011).
Gazich ha inoltre composto musiche di scena per spettacoli teatrali, tra cui ricordiamo Il Sogno del Fuoco (1998), in collaborazione con Il Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa, Elogio della Follia (2001) e Un Cantico (2007).
Gazich si è anche dedicato all’insegnamento universitario, approfondendo tematiche legate alla musica e alla poesia.
Con il progetto La Nave dei Folli, varato nel 2008, Gazich riporta tutto a casa, compendiando le tante esperienze di ormai vent’anni di carriera professionale in un progetto profondo ed originale, che egli ha voluto fortemente far nascere in Italia, il suo paese d’origine, e che ha raccolto immediati e reiterati consensi in diversi ambiti musicali e letterari: “Foto della nostra epoca, qualcosa di unico nel panorama della musica d’autore italiana” (Riccardo Santangelo, Amadeus), “Prezioso e coraggioso” (Marco Fecchio, La Repubblica), “Canzoni ricche di sentimento, riflessioni, energia e originalità, che consacrano Gazich autore molto ispirato” (Guido Giazzi, Buscadero), “Un viaggio di ritorno verso la tradizione cantautorale italiana con in spalla il ricco bagaglio culturale e musicale raccolto negli anni” (Salvatore Esposito, Jam).
Michele Gazich e La Nave dei Folli sono in tour da inizio 2009 in Italia ed Europa in teatri e piazze e hanno collaborato ad importanti festival dedicati alla canzone d’autore ed alla letteratura.
Ad oggi sono stati prodotti tre album, articolati in una trilogia: Dieci canzoni di Michele Gazich (FonoBisanzio, 2008), Dieci esercizi per volare (FonoBisanzio, 2010), Il giorno che la rosa fiorì (FonoBisanzio, 2011).
(more info: www.lanavedeifolli.org).

mercoledì 16 febbraio 2011

Claudio Sottocornola: in 'La chiamavano Bocca di Rosa!'

Saranno gli studenti del Mascheroni ad assistere alla lezione-concerto del 'filosofo del pop' dedicata ai 150 anni dall'Unità d'Italia: il 18 febbraio appuntamento con i cantautori



Liceo Mascheroni
è lieta di presentare:

Claudio Sottocornola
in
La chiamavano Bocca di Rosa!

...temi e direzioni della canzone d'autore italiana...

Venerdì 18 febbraio 2011
ore 11.00-13.00
Replica esclusiva per gli studenti
Auditorium
Liceo Mascheroni
di Bergamo


Venerdì 18 febbraio 2011 dalle ore 11.00 - Auditorium del Liceo Mascheroni - Claudio Sottocornola -  in esclusiva per gli studenti del Liceo Mascheroni - la lezione concerto dedicata alla stagione dei cantautori. Il progetto delle nuove lezioni concerto è dedicato al tema dell'identità nazionale, infatti Una notte in Italia è nato con l'obiettivo di celebrare – in modo nuovo e originale – i 150 anni dell’Unità d’Italia, evitando ogni deriva retorica. Il prof. Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, approfondirà una parte rilevante della nostra identità linguistica, culturale e sociale di oggi, utilizzando - come spesso accade nei suoi studi performativi sul pop - i migliori episodi della canzone popolare italiana degli ultimi cinquant’anni, che ha – come la vituperata televisione – unificato il modo di parlare e di pensare.

In questo appuntamento straordinario il 'filosofo del pop' analizzerà il miglior repertorio dei cantautori e lo scenario che le ha accompagnate e ispirate. Claudio Sottocornola concluderà il ciclo di lezioni-concerto dedicate all'unità d'Italia, l'8 marzo in corrispondenza della Giornata della Donna e quindi al tema L’evoluzione dell’immagine femminile. Supporter e ospiti d’eccezione gli studenti del Liceo Mascheroni, coinvolti anche in qualità di performer. 



 Utilizzare come chiave di lettura il 'pop' - nel caso specifico la canzone italiana - è la metodologia che utilizza Sottocornola per studiare e divulgare tematiche cruciali per la nostra storia. L’identità italiana si caratterizza per una priorità della dimensione culturale, rispetto agli ambiti sociale e politico. Il problema della lingua, da Dante a Manzoni, ha coinvolto in modo diverso intellettuali e popolo, innescando una ricerca che ha subito una forte accelerazione nella seconda metà del XX secolo. Dagli anni ’50 in poi il mondo della canzone popolare, ad esempio, insieme alla programmazione televisiva, ha unificato e in parte omologato non solo la lingua, ma anche l’immaginario collettivo, influendo profondamente sui mutamenti sociali e del costume, dalla rivoluzione giovanile all’identità delle donne. Attraverso immagini di repertorio, ascolto ed esecuzione di brani-live, analisi di testi e contestualizzazione storica, Sottocornola intende ripercorrere questo splendido itinerario, affrontando insieme agli studenti il repertorio della canzone d’autore italiana, dai migliori episodi degli anni ’60 e ’70 alla musica contemporanea.


Il prossimo appuntamento:
Martedì 8 marzo 2011
ore 15.00-17.15
Auditorium
Liceo Mascheroni di Bergamo
                                 


venerdì 11 febbraio 2011

Intervista con l'autore: Lorenzo Mazzoni

Dopo il mio commento al suo ultimo libro Le bestie/Kinshasa Serenade, incontriamo l'autore Lorenzo Mazzoni.



(Foto: Lorenzo Mazzoni in Yemen)
Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho scritto la mia prima storia a sei anni. Una specie di Odissea, dove partivano in ventisette e, inspiegabilmente, morivano in cinquantatre. Un'unica copia, scritta a mano, rilegata con un nastro rosso e regalata a mia mamma. Poi mi sono preso una pausa sabbatica durata fino ai quattordici anni quando ho iniziato a scrivere poesie orrende. Milioni di poesie orrende. Sono state la scoperta della narrativa americana, la riscoperta di Salgari e i viaggi che mi hanno portato al romanzo. Scrivo perché sono arrabbiato, perché sto bene in compagnia dei miei personaggi, per non sparare in faccia a qualcuno, per dire quello che penso, per rendere i sogni palpabili eccetera eccetera.

Come è nata la collaborazione con la Momentum?
Ho visto su internet un link di Momentum. Sono andato sul sito e mi è subito piaciuto il tipo di progetto che portano avanti: spy-story, noir, hard boiled... Siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ho proposto "Le bestie/Kinshasa Serenade" che è piaciuto e, in tempi davvero rapidi, lo hanno trasformato in un libro in carne e ossa. Sono molto felice di aver pubblicato con loro. La serietà con cui lavorano è encomiabile. Massimo Di Gruso, il direttore editoriale, e tutta la redazione penso siano un esempio sano e positivo sul modo in cui un editore dovrebbe lavorare oggi in Italia. Lunga vita a Momentum Edizioni.

Un personaggio de Le Bestie ascolta e ama i Notturni di Chopin.
Come mai questa scelta?

I Notturni sono malinconia e dolcezza. Harlod Brook (il personaggio che li ascolta) è assorbito di orrore e quotidiano e reale cinismo. Sono la sua medicina per non impazzire. Ascolta Chopin per dimenticare la bidonville dove lavora come medico e per lasciare fuori dalla porta Kinshasa, la grande metropoli tropicale in continuo stato di decomposizione.

Perché hai dedicato il tuo libro ai rifugiati? 
Perché sono le vittime del lungo conflitto congolese e di tutti i conflitti in generale. I rifugiati perdono lavoro, casa, terra, cari (a volte anche la dignità) per colpa di guerre volute dai potenti. In Congo non sarà mai qualche autoproclamato generale finanziato dall'Occidente o dalle mafie internazionali a perdere la propria "quotidianità", ma sempre e solo la gente comune. In Congo ci sono un milione e mezzo di profughi. E' a loro che il libro è dedicato, ma anche ai rifugiati nei grandi ghetti delle capitali europee, ai rifugiati dell'Afghanistan, alle migliaia di palestinesi a cui viene negato il diritto alla terra, alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno cercano rifugio in qualcosa di lontano dalla realtà per scappare all'orrore imposto dal Dio Denaro e dai suo fratelli.

Ferrara: qual è la tua opinione sulla realtà edioriale e sui lettori della tua città ?
Se si esclude LineaBN Edizioni (e non perché è stato un mio editore), credo che il quadro generale sia pessimo. Ci sono i soliti editori che "funzionano" da trent'anni nonostante non pubblichino libri decenti da molto tempo. Ci sono gli editori a pagamento. Quelli che pubblicano libri sugli Estensi per avere fondi, ignorando che Ferrara ha una sua storia anche dopo che il ducato è passato a Modena e che, magari, promuovere qualcosa di nuovo farebbe bene alla cittadinanza per ricongiungerla con un passato un po' più variegato. Ci sono editori da aperitivo e editori che dovrebbero smetterla di incrementare la deforestificazione del pianete pubblicando prodotti locali impubblicabili. LineaBN Edizioni ha avuto il pregio di pubblicare narrativa, reportage, fotografia, progetti collaterali con paesi esteri. Insomma qualcosa di nuovo per una città che avrebbe il clima e le potenzialità per fare davvero qualcosa di importante. I lettori della città sono buoni lettori, tendenzialmente. A Ferrara si legge tanto. Purtroppo i ferraresi sono molto influenzabili dalle scelte editoriali che gli propinano i media locali, perciò spesso libri orribili vendono molto di più di libri ben scritti, ma credo sia un problema nazionale e non ascrivibile alla sola realtà cittadina.

Un libro che avresti voluto scrivere.
"Il fattore umano", di Graham Greene.

Un libro che ci consigli.
"Il forziere di Zanzibar", di Aidan Hartley.


Grazie
Grazie a voi

mercoledì 9 febbraio 2011

Le Bestie - Kinshasa Serenade di Lorenzo Mazzoni

Momentum Editore, 2011


Ritornano le suggestioni della penna di Lorenzo Mazzoni, dopo Porno Bloc, ambientato in Romania, ora il nuovissimo Le Bestie - Kinshasa Serenade ci porta nella Repubblica Democratica del Congo.
Storie di occidentali che per varie ragioni si scontrano in una terra ferita da gravi conflitti, purtroppo poco conosciuti e affrontati dalle democrazie.
In Le Bestie subito siamo catapultati su di una strada che "è un vero museo d'arte africana": miseria, malattia, degrado, morte e corruzione sono le prime immagini che ci investono - manca solo l'odore.
Un medico, un giornalista e un intrallazzatore senza scrupoli sono i personaggi, tutti saranno investiti dalla guerra civile, ognuno con il suo bagaglio di orrore, ognuno con il suo grado di coscienza e follia. Bisogna essere pazzi per rimanere all'inferno! "Ma tu sei tornato all'ovile?"

Spionaggio, controspionaggio, ferocia, pietà, i Notturni di Chopin, carne e politica. Urgente e serrato il ritmo dei capitoli, urgente come la guerra, come la foresta dei machete che si sta per abbattere con furia cieca e drogata.
Una denuncia verso alcune realtà poco evidenziate: come i bambini-soldato, il razzismo - "i negri sono come le scimmie e uccidi il bianco di merda" - la povertà, la piaga della corruzione e una riflessione cruda sull'efficacia delle missioni umanitarie.

L'ispirazione di Lorenzo Mazzoni sembra trarre linfa dalla geografia, netta è la sensazione che siano i luoghi a raccontare qualcosa che l'autore trascrive e condensa.
Alla fine di Kinshasa Serenade l'inchiostro è ormai indelebile nell'animo del lettore.
Le bestie che affresca sono gli uomini, nostri simili e questo ci umilia. La violenza e la sua denuncia feriscono, ecco perché ci vuole una grande dose di coraggio e bravura per raccontare l'osceno senza risultare stucchevoli e retorici.

Francesca Grispello

Info:
http://www.momentumedizioni.it/

lunedì 7 febbraio 2011

Colti sul Fatto di Marco Travaglio

Colti sul fatto.
Nani e pagliacci, muffe e lombrichi di fine regime sul “Fatto quotidiano”
Marco Travaglio
Garzanti Libri, 2010

Il mondo esterno esiste come un attore su un palco: è lì ma è un'altra cosa.
Fernando Pessoa ci ricorda che siamo attori e spettatori, ci spinge nel sostenere questo scambio attivo tra soggetto e soggetto e soprattutto ci mette in questione.
Penso a questa citazione tratta da Il libro dell'inquietudine, perché il tempo attuale è inquieto. Tempi inquieti che vengono affrontati da Marco Travaglio nel suo ultimo libro Colti sul Fatto. Un anno di articoli sul Fatto Quotidiano, una raccolta che festeggia la nascita di un quotidiano che punta a raccontare i 'fatti', troppo spesso assenti dal chicacchiericcio cartaceo e televisivo.
Nello stesso tempo, un anno con la penna/rasoio di Marco Travaglio, un giornalista che bene incarna il suo mestiere, capace di comunicare in questi tempi tristi come nessuno.
Travaglio è cosciente che l'uomo è distratto e confuso e allora si serve della leggerezza - quella evocata da Italo Calvino - della irriverenza e dell'indipendenza per fissare nel lettore i fatti.

Penso al recente incontro che si è svolto a Copparo (Fe) con Gianni Nocenzi - anima del Banco del Mutuo Soccorso fino agli anni '80 - con una scolaresca di 450 ragazzi. Chiacchierando è emerso il peso della responsabilità verso dei ragazzi bombardati dal nulla: come si fa a spiegare che il lato B non è un dettaglio anatomico, ma è la seconda facciata di un disco?
La libertà e il senso di responsabilità sono merce rara. Marco Travaglio - e lo ricorda anche la sentita prefazione di Barbara Spinelli - riesce a farti sorridere nel raccontarti l'osceno, il lato b di una informazione complessa e nascosta perché difficile, venduta, comprata e quindi parziale. Per dirla con il sociologo Thornstein Vebllen: questo trionfo della "disinformazione concisa".
Grandi sorrisi e grande pena per questa Italia, dove democrazia è parola, ma non vettore di azione politica. Un anno di articoli mi hanno fatto compagnia, mi hanno fatto pensare al genio di Albert Camus, lui indicò all'uomo di lottare nella storia e al contempo di mantenere viva quella parte di gioia che non appartiene alla storia.

Marco Travaglio potrà non piacere, potrà sembrare il primo della classe, ma con documenti e archivi dimostra quel che dice. Il giornalista in questo testo mostra che non esiste miglior strumento - oltre al pizzico di gioia - che i fatti stessi. La memoria di ieri, il ricordare i dati, i numeri, le cose e le persone fanno bene all'informazione, mai come oggi vittima di un giornalismo sempre più legato a parzialismi e futilità.
Colti sul Fatto è un piccolo esempio di un anno sbugiardato in Italia.

Francesca Grispello



Info:
http://www.garzantilibri.it/

giovedì 3 febbraio 2011

Il ritorno live dei Pandora: concerto al Faster Fabrik!

Un imperdibile showcase di presentazione del nuovissimo disco della prog band piemontese: 'Sempre e ovunque oltre il sogno' sabato 19 febbraio a Moncalieri



PANDORA IN CONCERTO
Sempre e ovunque oltre il sogno: lo showcase

Sabato 19 febbraio 2011

Faster Fabrik Club Music
Strada Mongina, 9
Moncalieri - Torino
dalle ore 22.
00

Ingresso: 10 Euro

Sabato 19 febbraio 2011: attesissimo concerto dei Pandora al Faster Fabrik Music Club, che presenteranno Sempre e ovunque oltre il sogno, il secondo disco appena uscito per Ams/BTF. Per l'occasione i Pandora presenteranno anche i due nuovi musicisti che li seguiranno in concerto: il chitarrista Jerry Arcidiacono e il bassista Leonardo Gallizio.
 
Il 2011 del prog italiano si è aperto in grande stile con il ritorno dei Pandora in Sempre e ovunque oltre il sogno: quattro folgoranti composizioni strumentali, una lunga e avventurosa suite, un'emozionante dedica agli amati Genesis, la saga di Chad-Bat e un'orgogliosa dichiarazione di appartenenza al mondo del rock progressivo. Il secondo cd del gruppo di Racconigi è un'opera di rock progressivo-sinfonico cantata in italiano, che vede protagonista la band nella formazione originale a trio in studio, Claudio Colombo, Beppe Colombo e Corrado Grappeggia. Dal vivo i Pandora si presenteranno in quintetto con un'inedita line-up arricchita da due giovani talenti: alla chitarra il virtuoso Jerry Arcidiacono e al basso il versatile Leonardo Gallizio, due artisti che hanno aderito allo spirito dei Pandora per un progetto di musica evocativa e fuori dal tempo e fedele al proprio obiettivo di un "espressionismo musicale".
 
Sul palco del Fabrik Faster Rock di Moncalieri (TO) si preannuncia una grande serata carica di energia per affascinare gli appassionati e non. I Pandora saranno capaci di coinvolgere l'ascoltatore grazie alle atmosfere roboanti, sognanti e romantiche, raffinate e graffianti del prog-rock. Un grande ritorno live per la prog band piemontese!


I Pandora sono:
Claudio Colombo: batteria, basso, chitarra acustica, tastiere, seconda voce e  flauto.
Beppe Colombo: tastiere, sintetizzatori, seconda voce.
Corrado Grappeggia: pianoforte, tastiere, synth e voce solista.
Jerry Arcidicono: chitarra.
Leonardo Gallizio: basso e contrabasso.



Info:

 
Fabrik Club Music:
 
Ufficio Stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com

mercoledì 2 febbraio 2011

Presentazione de La stanza degli animali di Giulio Mozzi


Presentazione del libro di Giulio Mozzi  
La stanza degli animali
Giovedì 3 febbraio alle ore 18,00 presso la libreria Modusvivendi di Palermo (via Quintino Sella 79). 
Con l’autore dialogherà Ambra Carta, critica letteraria e ricercatrice c/o l’Università di Palermo. 

In occasione della presenza a Palermo di Giulio Mozzi verrà realizzata una video-intervista con l’autore, a cura di Matteo Di Gesù e con la collaborazione di Gabriele Ajello, nelle suggestive sale del Museo di zoologia “Pietro Doderlein”, per gentile concessione dell’Università di Palermo e il supporto di Astrid Onlus. 
Il video sarà pubblicato sul web la prossima settimana.


Gli animali rappresentati da Mozzi sono inconsueti esseri marini in formalina, raccolti dal padre in giro per il mondo: sono reperti scientifici e al tempo stesso i cimeli di una vita. Nella finzione narrativa, la stanza che accoglie una miriade di vasi e di flaconi finisce col rappresentare l’oscuro e affascinante universo paterno, un mondo familiare eppure inafferrabile. Ombre vibrano sulle pareti di una nuova casa, come processioni abissali di pesci, meduse, spugne, granchi e alghe fluttuanti, mentre la stanza degli animali – ora – è vuota.

Mozzi gioca sapientemente con le forme narrative e con gli schemi di composizione, ripartendo il testo in dieci quadri che, come danze di una suite, ripercorrono e confondono i temi e le atmosfere restituendo una realtà livida e alienata in bilico tra realtà e alienazione.

GIULIO MOZZI (Camisano Vicentino, 1960), scrittore, consulente editoriale di Einaudi Stile Libero ed esperto di didattica della narrazione. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Abitare. Un viaggio nelle case degli altri, Terre di Mezzo 2010 e Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili), 2009. Sin dal 2000 cura il pionieristico Vibrisse Bollettino. Recentemente Laurana ha ripubblicato Il male naturale.

GIULIO MOZZI
LA STANZA DEGLI ANIMALI
pp. 64, € 6,00;
Quarto titolo della collana zoo scritture animali,
diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini.
Info:

martedì 1 febbraio 2011

Ri-Live Progressive: il 4 febbraio la seconda edizione!

Al Teatro De Micheli di Copparo (FE) torna la fortunata rassegna sul rock progressivo: Limite Acque Sicure e Press-A-Prog in concerto, l'incontro con le scolaresche con la straordinaria partecipazione di Gianni Nocenzi


Il Teatro De Micheli di Copparo
presenta:


RI-LIVE PROGRESSIVE 2
Seconda rassegna di rock progressivo
 


Con la partecipazione dei gruppi:
Limite Acque Sicure
e
Press-A-Prog


Presenta:
Donato Zoppo

 
Venerdì 4 febbraio 2011
Ore 21.00
Teatro De Micheli
Piazza del Popolo 11/A
Copparo (FE)
 

Dopo il successo della prima edizione nel 2009, venerdì 4 febbraio 2011 alle ore 21.00 al Teatro De Micheli di Copparo (FE) torna Re-Live Progressive, evento interamente dedicato al mondo del rock progressivo. Re-Live Progressive 2 conferma la formula "concerto+lezione" che terranno Donato Zoppo (giornalista musicale e autore di alcune pubblicazioni dedicate al progressive-rock) e le band Limite Acque Sicure e Press-A-Prog: il concerto di venerdì 4 sarà un appuntamento da non perdere per i cultori del rock progressivo ma anche per i neofiti, che potranno scoprire i segreti di una corrente del rock affascinante e colta. I due gruppi infatti presenteranno classici di Genesis, Jethro Tull, PFM, Banco del Mutuo Soccorso, New Trolls e Orme, in un viaggio di riscoperta di un grande patrimonio rock italiano e internazionale.

La mattina di sabato 5 febbraio, a partire dalle 10.30, Donato Zoppo e Antonello Giovannelli (tastierista dei Limite Acque Sicure) terranno in teatro un incontro con gli alunni delle scuole medie locali: sarà l'occasione per introdurre alle giovani generazioni un linguaggio rock importante e degno di riscoperta. Per questo Re-Live Progressive 2, le scuole conosceranno anche uno dei grandi protagonisti del rock progressivo italiano: Gianni Nocenzi, storico tastierista e pianista del Banco del Mutuo Soccorso, sarà lo special guest e racconterà ai ragazzi la sua esperienza con la leggendaria formazione romana.

Biglietti:

PLATEA/BARCACCE
intero: 10,00 €
ridotto: 8,00 €
Under 30: 5,00 €

GALLERIA I
intero: 8,00 €
ridotto: 6,00 €
under 30: 5,00 €

GALLERIA II
intero: 6,00 €
ridotto: 5,00 €
under 30: 4,00 €

Info:

Teatro De Micheli:
http://www.teatrodemicheli.it

Limite Acque Sicure:
http://www.limiteacquesicure.it

Donato Zoppo:
http://www.donatozoppo.blogspot.com
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