lunedì 31 gennaio 2011

Claudio Sottocornola: seconda lezione di 'Una notte in Italia'!

Proseguono le lezioni-concerto del 'filosofo del pop' dedicate ai 150 anni dall'Unità d'Italia e all'identità culturale nazionale, con il coinvolgimento degli studenti: l'8 febbraio appuntamento con i cantautori




Terza Università
&
Liceo Mascheroni
sono lieti di presentare:

Claudio Sottocornola
in

Una notte in Italia

...temi e direzioni della canzone d'autore italiana...

Martedì 8 febbraio 2011
ore 15.00 - 17.15

Auditorium Liceo Mascheroni
 Via Alberico da Rosciate 21/A
Bergamo



Martedì 8 febbraio 2011 alle ore 15.00 - Auditorium del Liceo Mascheroni - Claudio Sottocornola presenterà il secondo incontro del nuovo ciclo di lezioni-concerto dedicate al tema dell'identità nazionale. Il progetto Una notte in Italia è nato con l'obiettivo di celebrare – in modo nuovo e originale – i 150 anni dell’Unità d’Italia, evitando ogni deriva retorica. Il prof. Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, approfondirà una parte rilevante della nostra identità linguistica, culturale e sociale di oggi, utilizzando - come spesso accade nei suoi studi performativi sul pop - i migliori episodi della canzone popolare italiana degli ultimi cinquant’anni, che ha – come la vituperata televisione – unificato il modo di parlare e di pensare.

Nel secondo appuntamento delle lezioni-concerto il 'filosofo del pop' - così la stampa ha ribattezzato il poliedrico uomo di cultura lombardo - analizzerà il miglior repertorio dei cantautori e lo scenario che le ha accompagnate e ispirate. Il trittico di lezioni si concluderà l'8 marzo in corrispondenza della Giornata della Donna e quindi al tema L’evoluzione dell’immagine femminile. Supporter e ospiti d’eccezione gli studenti del Liceo Mascheroni, coinvolti anche in qualità di performer. 



Ancora una volta la metodologia di Sottocornola utilizza la chiave di lettura del 'pop', nel caso specifico la canzone italiana, per studiare e divulgare tematiche cruciali per la nostra storia. L’identità italiana si caratterizza per una priorità della dimensione culturale, rispetto agli ambiti sociale e politico. Il problema della lingua, da Dante a Manzoni, ha coinvolto in modo diverso intellettuali e popolo, innescando una ricerca che ha subito una forte accelerazione nella seconda metà del XX secolo. Dagli anni ’50 in poi il mondo della canzone popolare, ad esempio, insieme alla programmazione televisiva, ha unificato e in parte omologato non solo la lingua, ma anche l’immaginario collettivo, influendo profondamente sui mutamenti sociali e del costume, dalla rivoluzione giovanile all’identità delle donne. Attraverso immagini di repertorio, ascolto ed esecuzione di brani-live, analisi di testi e contestualizzazione storica, Sottocornola intende ripercorrere questo splendido itinerario, affrontando insieme agli studenti il repertorio della canzone d’autore italiana, dai migliori episodi degli anni ’60 e ’70 alla musica contemporanea. Venerdì 18 febbraio, sempre all'Auditorium del Mascheroni, il professore terrà una replica esclusiva per i suoi studenti, dal titolo La chiamavano Bocca di rosa.


Gli altri appuntamenti:

Venerdì 18 febbraio 2011
ore 11.00-13.00
Replica esclusiva per gli studenti
Auditorium
Liceo Mascheroni
di Bergamo

Martedì 8 marzo 2011
ore 15.00-17.15
Auditorium
Liceo Mascheroni di Bergamo
                                       
                                                          

Info:
http://www.cld-claudeproductions.com

http://www.claudiosottocornola-claude.com

domenica 30 gennaio 2011

Already Love You di Sara Lov

Irma Records 2011

Caldo e seducente, malinconico e dal sapore di buono. La voce morbida della cantautrice statunitense Sara Lov nel suo ultimo progetto discografico I Already Love You, abbraccia l'animo dell'ascoltatore con grazia ed energia.
La presentazione del disco si apre con queste parole: "ci sono momenti nella vita dove le parole non bastano, ma alle volte una canzone può dire tutto". Spesso la musica o una canzone riescono a tirare fuori emozioni talmente forti, che altrimenti non sapremmo come esprimere. Sara Lov ha un passato doloroso che ha trovato nella musica conforto e fortuna. Questa seconda fatica è dedicata tutta all'interpretazione lieve che si muove sulle corde di una chitarra (Hold Me Now dei Thompson Twins e Just My Heart Talkin di Ron Sexsmith) oppure su archi (Square Heart dei Black Heart Procession), ma capace di penetrare.

Qualcuno potrebbe storcere il naso sentendo parlare di cover, ma i dieci brani si lasciano sentire tutti in una unica stretta, la voce di Sara è davvero emozionante, viva e fresca. I brani da lei trattati, anche spogliati dal rock o dalla struttura che ricordiamo, trovano una nuova luce. Pensiamo a There Is A Light That Never Goes Out degli Smiths, sereno e sublime. Tra ballate dal sapere folk ci sono piccole scoperte come Winter Is Blue della cantautrice Vashti Bunyan, e omaggi che non ci si aspetta come l'interpretazione de La bambola di Patty Pravo. Proprio la sua interpretazione colpisce, sempre se stessa eppure diversa, capace di confrontarsi con l'universo maschile e con la femminilità spigolosa di Patty Pravo, con un'energia che di femminile ha la profondità e una sensibilità capaci di far rinascere come un'araba fenice i brani.
Il timbro della voce e il suo modo di sentire un brano rimandano a colleghe come Georgeanne Kalweit o Vanessa Peters, in Italia pensiamo alla giovane Chiara Raggi. Sempre con la produzione di Zac Rae, Sara Lov confeziona un disco convincente capace di essere ascoltato in notturna e a tutto volume, perché molte sono le note che è capace far suonare al nostro animo.


Francesca Grispello

Info:
http://www.myspace.com/saralov

giovedì 27 gennaio 2011

The Ex Kgb Tour: quattro imperdibili appuntamenti con il più irriverente Groovy Rock!

Continua il Tour delle esplosive ex spie capitanate da Mike 3rd, artefice dell'operazione benefica a sostegno di Greenpeace ed AIRC: tappa al Divina Commedia, ritorno alle Scimmie, SabotageBar e concerto con Tony Levin al Club Il Giardino





Venerdì 4 febbraio 2011
  
DIVINA COMMEDIA Via San Donato, 47
Torino - ore 21.00

--
Sabato 5 Marzo 2011
LE SCIMMIE
Via Cardinale Ascanio Sforza, 49
Milano - ore 21.00

--


Venerdì 11 marzo 2011
SABOTAGE BAR
Via De''Industria, 14
Vicenza

--

  Domenica 3 aprile 2011
Opening Tony Levin
  CLUB IL GIARDINOVia Cao del Prà, 82
Lugagnano - Verona 

ore 21.00

Ancora cinque imperdibili appuntamenti con l'Irriverent Groovy Rock degli The Ex-Kgb. La band, che ha da poco lanciato il suo nuovo e apprezzato disco I Putìn,  prosegue il tour a sostegno di Greenpeace e AIRCTorino, Milano, Vicenza e Verona in apertura del leggendario Tony Levin sono le prime date a cui seguiranno altre. Tre giorni di sano rock buona musica. Gli appuntamenti sono: venerdì 4 febbraio alla Divina Commedia di Torino; sabato 5 marzo il ritorno alle Scimmie di Milano; venerdì 11 marzo Sabotage Bar di Vicenza; domenica 3 aprile 2011 apertura per Tony Levin al Club Il Giardino di Lugagnano di Sona (VR). Ancora una volta i rigidi fine settimana saranno incendiati dal fiammante rock degli The Ex-Kgb. 

 The Ex-Kgb sono anche lieti di annunciare la distribuzione nazionale 
(Ricordi - La Feltrinelli - FNAC) del nuovissimo disco I Putìn: il disco è anche in vendita ai concerti e il costo è sempre di 7 Euro. Mike 3rd è anche il promotore del progetto La Stagione della Beneficenza: tre brani di Hypnoise, The Ex-Kgb e la coppia Cheryl Porter/ Mike 3rd a sostegno di Greenpeace e AIRC. I proventi delle vendite andranno al 100% a finanziare Greenpeace. Il 100% delle vendite del singolo di Mike 3rd feat. Cheryl Porter andrà a supporto dell'A.I.R.C., la nota associazione che da anni sostiene la ricerca sul cancro. I singoli sono in vendita su ITunes Music Store a soli 0,99 € cadauno grazie alla Veneto West Records di Los Angeles, etichetta indipendente guidata da Ronan Chris Murphy che ha partecipato con gioia e convinzione all' iniziativa.
 
Info:
The Ex-Kgb:
http://www.theex-kgb.eu

Synpress44 - Ufficio Stampa:
http://www.synpress44.com

martedì 25 gennaio 2011

Anni di Cemento di Chiara Lico

1999-2009
Dieci anni di guerra al mattone selvaggio di Massimo Miglio, sceriffo senza pistola
Stampa Alternativa - 2009

Desideri una villa all'interno degli scavi archeologici di Roma? Una piscina nel cratere del Vesuvio? Nessun problema: l'Italia è il paese della fantasia, delle discariche e dell'abusivismo.
Secondo Wikipedia, la percezione di illegalità dell'abusivismo edilizio in Italia è "considerata incredibilmente talmente tenue che il reato commesso non comporta reazioni di riprovazione sociale per rilevanti quote della popolazione. Questo malcostume in Italia ha danneggiato e continua a danneggiare l'economia, il paesaggio e la cultura della legalità e del rispetto delle regole."

Di abusivismo edilizio e di senso del dovere si parla in Anni di Cemento della giornalista Chiara Lico, che in 180 pagine racconta in modo avvincente dieci anni di lotta al mattone selvaggio. E' il 1999 quando il Comune di Roma fonda l'Ufficio antiabusivismo, a capo troviamo Massimo Miglio che, in dieci anni, dopo aver salvato porzioni consistenti di Roma, viene rimosso dal suo incarico dalla giunta Alemanno. Perché? Miglio crede davvero nel suo mestiere, ha subìto insieme alla sua famiglia gravi intimidazioni, perché è uno che non si lascia corrompere e che non molla. Perché? "perché il mio amore per l'ambiente è viscerale". Massimo Miglio con il suo lavoro ha prodotto risultati notevoli: "l'abbattimento di 550 mila metri cubi di volumetrie abusive, che in dieci anni conta 700 interventi di demolizione" e solo grazie alla sua tenacia da "cagnaccio" è riuscito ad ottenere il suo riscatto professionale nell'essere divenuto il capo dell'antiabusivismo della Regione Lazio. Sembra un lieto fine perché il racconto, dettagliato, snello e godibile di Chiara Lico ti avvince dalle prime pagine.

Andiamo indietro nel tempo in quegli scenari che Pasolini ci ha mostrato, all'inizio la pratica è definita "abusivo semplice" databile intorno agli anni 60/70 fatto da immigrati centro meridionali; poi è arrivato l'abusivo speculatore, quello scientifico e l'arrogante. Profili sempre più criminali che si sono evoluti grazie ai condoni che dal 1985 ad oggi hanno ridisegnato in modo sconcio l'Italia. L'inchiesta sull'abusivismo a Roma e dintorni si arricchisce di foto, un prima e dopo che non avremmo mai voluto vedere e che l'autrice mostra. Chiara Lico ci affresca una figura rara, ci ricorda le battaglie che sono state vinte e quelle di cui si discute ancora, e soprattutto ci fa desiderare un Miglio per tutta l'Italia. Intanto nella Terra dei cachi si canta: "Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive..."

Francesca Grispello

giovedì 20 gennaio 2011

Sempre e ovunque oltre il sogno: torna il grande prog dei Pandora!

Il secondo attesissimo album della formazione piemontese: un gioiello di moderno rock sinfonico dal taglio epico, romantico e fantasy. Concerto di presentazione al Fabrik Faster Rock il 19 febbraio



Pandora
&
Ams/BTF
  sono lieti di presentare:


SEMPRE E OVUNQUE OLTRE IL SOGNO



Ams/BTF 2011
  8 brani,  61,55 minuti


Quattro folgoranti composizioni strumentali, una lunga e avventurosa suite, un'emozionante dedica agli amati Genesis, la saga di Chad-Bat e un'orgogliosa dichiarazione di appartenenza al mondo del rock progressivo: il 2011 del prog italiano si apre con l'attesissimo ritorno dei Pandora in Sempre e ovunque oltre il sogno. Ancora una volta con la BTF, la formazione piemontese mette a segno un ottimo risultato: la sua seconda fatica è un'opera di rock progressivo e sinfonico, cantato in italiano e legato all'eredità dei migliori anni '70, ma anche pronto a competere con le proposte più innovative dell'art-rock contemporaneo.

Ritornati alla formazione triangolare delle origini, dopo il lusinghiero successo di vendite e critica del debutto Dramma di un poeta ubriaco (BTF 2008), i Pandora affrontano rinnovati il secondo lavoro: Sempre e ovunque oltre il sogno ribadisce le coordinate stilistiche del predecessore confermando le caratteristiche del gruppo, il cui prog-rock è melodico ma robusto, raffinato e al tempo stesso grintoso, capace di alternare sfumature più rifinite alla grande energia. Claudio Colombo, Beppe Colombo e Corrado Grappeggia sono i protagonisti di un album incentrato sul sogno, sul volo della fantasia, su un progetto di musica evocativa e fuori dal tempo. Fedele al proprio obiettivo di un "espressionismo musicale" che possa ospitare differenti codici stilistici, il trio ha messo insieme varie anime: quella fantasy e mitologica con Ade, sensazione di paura, Discesa attraverso lo Stige e la saga di Chad-Bat in L'altare del sacrificio, L'incantesimo del druido, La formula finale di Chad-Bat, quella altisonante e poliedrica della suite in otto movimenti Sempre e ovunque, quella romantica di 03.02.1974. Quest'ultimo pezzo è un significativo omaggio ai Genesis: in particolare ad un indimenticato concerto torinese del tour di Selling England By The Pound, rievocato con originalità e nostalgia.

La band si è avvalsa della collaborazione dell'eccezionale pittrice Emoni Viruet, autrice della copertina che introduce al mondo fatato dell'album e di quadri ispirati ai brani che lo compongono. Con l'uscita del chitarrista Christian Dimasi i Pandora sono tornati all'originaria struttura a trio e si avvarranno per i live di nuovi musicisti. Sarà proprio sul palco del Fabrik Faster Rock di Moncalieri (TO) che presenteranno ufficialmente il nuovo cd: un'imperdibile serata all'insegna del rock progressivo italiano il prossimo 19 febbraio. Nel frattempo il trio è al lavoro per altre grandi novità: due tributi internazionali, uno ai Flower Kings, l'altro ai Pink Floyd, che presto vedranno la luce per affascinare gli appassionati di tutto il mondo.


I Pandora sono:
Claudio Colombo: batteria, basso, chitarra acustica, tastiere, seconda voce e  flauto.
Beppe Colombo: tastiere, sintetizzatori, seconda voce.
Corrado Grappeggia: pianoforte, tastiere, synth e voce solista.


Info:


Pandora:
http://www.pandoramusic.eu

Ams/BTF:
http://www.btf.it


Ufficio Stampa Synpress44:

http://www.synpress44.com

domenica 16 gennaio 2011

Fuori fuoco di Maddalena Oliva

Fuori fuoco - L'arte della guerra e il suo racconto.
Editore Odoya, 2008

In L'arte della guerra, il trattato di strategia militare del VI secolo, Sun Tzu scrive: "Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere". La guerra è un motore, è chiave di lettura, è capace di dirti da che parte stai. Lo stesso Eraclito postulava l'esistenza come il "risultato della tensione continua degli opposti che si fanno guerra".
Dal conflitto in Vietnam ad oggi la rappresentazione della guerra - con l'avanzare della tecnologia militare e mediatica - ha modificato il nostro percepire la guerra, soprattutto nell'articolazione del suo racconto.
Proprio del cambiamento della guerra e della sua narrazione si occupa Maddalena Oliva, nel suo corposo e dettagliato saggio Fuori Fuoco, dove analizza le modalità di rappresentazione dell'orrore e quindi della sua conoscenza e del suo metabolismo nella società.
Forti sono le immagini che hanno segnato le coscienze: penso a Tienanmen, alle fotografie di Robert Capa e a tutto ciò che più o meno esplicitamente riportava un'emozione e ragionamenti. Quando i media hanno fatto della guerra un racconto? L'autrice sottolinea tutti gli elementi, dalla demonizzazione del nemico al giornalismo embedded, da "la giusta causa" alla creazione di eroi. La società dello spettacolo, come la definì Guy Debord, non poteva non assimilare anche la guerra. L'informazione dal di dentro, e non dal di fuori, contribuisce a filtrare, muovere e creare le strategie belliche. Controllare, pianificare, avere e dare uno scoop, sollevare i comuni mortali dalla paura - estetizzazione del terrore - assimilando la rappresentazione della guerra all'intrattenimento televisivo.
La televisione e il potere politico hanno nel tempo imparato a gestire e far fruttare il potenziale della rappresentazione e di conseguenza le modalità di gestione della guerra, con poche verità - o per lo meno tante verità.
Ricordiamo tutti la Guerra del Golfo, abbiamo visto le immagini, e poi gelide analisi su morti: da vedere, da non vedere, da raccontare, da numerare. In un'ottica di visione globale non ci si può più nascondere, allora il mostrare serve a saturare e confondere. Maddalena Oliva dimostra una fortissima capacità di analisi, mettendo insieme una grande mole di informazioni e ponendo il lettore in alto, permettendo a tutti di comprendere e sentire la censura e gli effetti speciali.

Francesca Grispello

venerdì 14 gennaio 2011

Melapesante: il ritorno dei Syndone!

Dopo 18 anni di assenza la prog-rock band torinese confeziona il nuovo disco: un seducente concept-album dedicato alla simbologia della mela nella storia dell'uomo



Syndone
&
Electromantic Music
  sono lieti di presentare:

MELAPESANTE
...La forza della Mela è la sua semplicità, la sua disponibilità ad offrirsi...



Electromantic Music 2010
  10 brani,  48,5 minuti


Melapesante è il nuovo disco della storica new prog-band Syndone, che con una formazione rinnovata, ha dedicato al tema della mela il suo terzo lavoro. Guidati dall'eclettico compositore Nik Comoglio, che nel 2009 ha conquistato pubblico e critica con il progetto colto di Acqueforti, i Syndone inanellano le suggestioni storiche e letterarie sulla figura della mela in 10 capitoli: da Adamo ed Eva a Guglielmo Tell, da Magritte a Newton rivivono nelle migliori atmosfere del rock progressivo.

Per il terzo album la band, come afferma Nik Comoglio, si è molto concentrata "per riuscire a creare musica il più originale possibile; perché io credo che l’originalità musicale passi attraverso il gruppo, la sinergia di più menti con più bagaglio culturale possibile, ciascuna delle quali dà in proporzione a quanto ha assimilato nella sua carriera". In Melapesante si sente un lavoro maturo e artisticamente compiuto: l'attenzione per il suono, la strumentazione vintage e la masterizzazione nei celebri studi di Abbey Road a Londra, rendono il disco è pieno di sorprese.

Il rock progressivo dei Syndone non lascerà indifferenti vecchi e nuovi cultori del genere, come accadeva negli anni '90: "Non abbiamo voluto eliminare del tutto quel sound particolare che avevamo creato allora; ad esempio: anche qui manca la chitarra elettrica ma abbiamo aperto ad altre situazioni timbriche con l’uso del vibrafono o l’impiego di tastiere diverse". Come i due album precedenti Spleen (1990) e Inca (1992) anche Melapesante è prodotto da Beppe Crovella.



I Syndone sono:
Nik Comoglio al piano, hammond, moog e tastiere
Federico Marchesano al basso elettrico e contrabbasso
Francesco Pinetti al vibrafono e timpani sinfonici
Paolo Rigotto alla batteria e percussioni
Riccardo Ruggeri alla voce



Info:

Syndone/ Nik Comoglio
http://www.nikcomoglio.com

Electromantic Music:
http://www.electromantic.com

Ufficio Stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com

Video Intervista Syndone:
http://www.youtube.com/watch?v=JXDZNuX7q6U

martedì 11 gennaio 2011

Le trame della seta di Maria Teresa Valle

Fratelli Frilli Editori 2010 

Maria è una scrittrice, è in pensione, vive con suo marito a Genova, e per un misterioso e affascinante caso si trova ad avere tra le mani il verbale di un processo, un duplice omicidio avvenuto nel 1550 vicino alla sua abitazione.
Genova con i carrugi, il mare, i suoi commerci che rendono glorioso il suo essere porto è una delle protagoniste chiave di Le trame della seta, l'ultima fatica della scrittrice Maria Teresa Valle.
Maria è talmente convinta dell'innocenza del commerciante e presunto assassino, che si immerge in ricerche sempre più coinvolgenti, sia per lei che per il lettore al punto che sarà proprio lei a svelare il mistero che da più di 500 anni giace tra le carte e i documenti delle biblioteche.  
Un romanzo al femminile sia per la penna che per i personaggi, dalla prostituta ad Isabella, dalla Madre Superiora a Genova stessa. Il tempo, i suoi vortici, i suoi segreti e i suoi peccati sono condensati nella voglia di Maria di recuperare un passato nemmeno troppo lontano, a pochi passi da casa sua svetta la Torre Grimaldina collegata al Palazzetto Criminale, un capitolo importante della sua investigazione.
La storia che chiede giustizia alla ricerca di Maria si alterna e il lettore entra ed esce dal presente e dal passato. Dopo qualche pagina siamo persuasi che quella donna energica e brillante di cui stiamo seguendo le indagini non sia altro che l'autrice stessa, capace di trasferire con gusto e leggerezza il suo metodo e il suo entusiasmo per scoperte che di pagina in pagina prendono corpo. 
Non mancano i pericoli, perché è vero che tutto passa, ma tutto rimane nelle trame del tempo.
Questa storia, oltre ad avermi coinvolto in una Genova da conquistare, mi ha legato ancora di più a quel rapporto d'amore e rispetto verso le biblioteche, verso un sapere che è lì ed aspetta di essere solo scoperto. 

Francesca Grispello



Info:

domenica 9 gennaio 2011

Meglio per tutti dare la colpa a me di Domenico Cosentino

Graus Editore, 2008

Un ironico avvertimento - che non vi rivelerò -  è la dedica che Domenico Cosentino, mi ha fatto donandomi la sua raccolta di versi Meglio per tutti dare la colpa a me.
Basta il primo rigo a catturare il lettore, basta davvero poco per entrare nell'universo di Nico, scrittore underground. Haiku, microracconti capaci di illuminare lo spazio di una vita nella sua condizione - né bella né brutta - ma reale e cruda.
Napoli e Parigi, strade e camere, geografie e pigrizie, vizi e momenti di libertà in queste poesie e/o frammenti di vita di Domenico Cosentino.

109 pagine nervose e stanche di vivere, versi e sudore, puzzo di alcool e inchiostro, sesso e tabacco, speranze e delusioni che trovano rifugio e libertà nella scrittura. La scrittura di Nico è maltrattata "scrivere un mucchio di stronzate su un foglio bianco è fare poesia".
Di queste illuminazioni "spengo l'ultima sigaretta e affronto la merda quotidiana", qualcuno potrebbe dire che Domenico è volgare, ma la lingua - anch'essa maltrattata - è specchio dello squallore che ci circonda. Cosentino cerca di salvarsi dallo squallore omeopaticamente, " non voglio fare concorsi. non voglio fare corsi di formazione ... voglio star seduto qui lontano da tutti e dal mondo, voglio scrivere". Un manifesto!
Freddo, cinico, disperato "ti rendi conto che tutto sta andando a rovina", Domenico ferma questa rovina e la mostra come l'opera più sincera dell'uomo. Venata di malinconia la sua scrittura scalda perché "anche queste schifose sere passano".
Con la preziosa prefazione di Michele Paparella, Meglio per tutti dare la colpa a me è un ora della nostra vita davvero ben impiegata.

Lo potrete incontrare con il chitarrista Gustavo De Felice nei suoi reading blues. Ora è impegnato nelle presentazioni del suo ultimo romanzo Addio Kind of Blue.

Francesca Grispello

Info:
http://www.domenicocosentino.it

venerdì 7 gennaio 2011

Claudio Sottocornola presenta: Una notte in Italia!

A 150 anni dall'Unità d'Italia il 'filosofo del pop' propone tre nuove lezioni-concerto dedicate all'identità culturale nazionale, con il coinvolgimento degli studenti: inaugurazione al Liceo Mascheroni martedì 11 gennaio

Terza Università
&
Liceo Mascheroni
sono lieti di presentare:

Claudio Sottocornola
in
Una notte in Italia

Primo appuntamento della trilogia dedicata all'identità italiana

Martedì 11 gennaio 2011
ore 15.00 - 17.15

Auditorium Liceo Mascheroni
 Via Alberico da Rosciate 21/A
Bergamo



Martedì 11 gennaio 2011 alle ore 15.00 nell'Auditorium del Liceo Mascheroni (Via Alberico da Rosciate) Claudio Sottocornola presenta il primo incontro delle nuove lezioni-concerto dedicate al tema dell'identità nazionale: Una notte in Italia è il nuovo ciclo nato con l'obiettivo di celebrare – in modo nuovo e originale – i 150 anni dell’Unità d’Italia, evitando ogni deriva retorica. Il prof. Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, proporrà un approfondimento a partire dalle origini di una parte rilevante della nostra identità linguistica, culturale e sociale di oggi, utilizzando - come spesso accade nei suoi studi performativi sul pop - i migliori episodi della canzone popolare italiana degli ultimi cinquant’anni, che ha – come la vituperata televisione – unificato (omologato?) il modo di parlare e di pensare.

Nelle sue nuove lezioni-concerto il 'filosofo del pop' - così la stampa ha ribattezzato il poliedrico uomo di cultura lombardo - interpreterà alcuni dei brani più memorabili degli  anni '60 (martedì 11 gennaio) passando per il miglior repertorio dei cantautori (8 febbraio) sino ad arrivare, con l’ultimo incontro (8 marzo), in corrispondenza della Giornata della Donna, al tema L’evoluzione dell’immagine femminile. Supporter e ospiti d’eccezione gli studenti del Liceo Mascheroni, coinvolti anche in qualità di performer. 

Ancora una volta l'osservazione di Sottocornola utilizza la chiave di lettura del 'pop', nel caso specifico la canzone italiana, per studiare e divulgare tematiche cruciali per la nostra storia. L’identità italiana si caratterizza per una priorità della dimensione culturale, rispetto agli ambiti sociale e politico. Il problema della lingua, da Dante a Manzoni, ha coinvolto in modo diverso intellettuali e popolo, innescando una ricerca che ha subito una forte accelerazione nella seconda metà del XX secolo. Dagli anni ’50 in poi il mondo della canzone popolare, per esempio, insieme alla programmazione televisiva, ha unificato e in parte omologato non solo la lingua, ma anche l’immaginario collettivo, influendo profondamente sui mutamenti sociali e del costume, dalla rivoluzione giovanile all’identità delle donne. Attraverso immagini di repertorio, ascolto ed esecuzione di brani-live, analisi di testi e contestualizzazione storica, Sottocornola intende ripercorrere questo splendido itinerario, affrontando insieme agli studenti il repertorio della canzone d’autore italiana, dai migliori episodi degli anni ’60 e ’70 alla musica contemporanea.

Imperdibile appuntamento per i primi martedì di gennaio, febbraio e marzo: 11 gennaio, 8 febbraio e 8 marzo all'Auditorium del Liceo Mascheroni di Bergamo.

domenica 2 gennaio 2011

Zingari di Merda di Antonio Moresco

Effigie Edizioni 2008



Cìncali, Italiani Cìncali, ovvero zingari, ecco come ci appellavano gli svizzeri quando ad emigrare e a dormire nelle baracche, eravamo noi italiani. Ho ripensato a quest'espressione grazie al bellissimo spettacolo - Italiani Cìncali appunto - di Mario Perrotta e ad un libro che mi è stato di recente donato Zingari di merda.
Zingari di merda è il racconto di un viaggio in Romania fatto da Antonio Moresco con le foto di Giovanni Giovannetti in compagnia di Dimitru. Zingari di merda è il liet motiv di tutto il libro e a cantarselo sono gli stessi zingari che se ne appropriano e lo sbattono in faccia ai nostri viaggiatori impavidi, curiosi e stupiti del sentire i rom definirsi Zingari di merda.
Antonio Moresco in questo viaggio si concentra sugli sgomberi della Snia di Pavia, tutto nasce da un fatto per arrivare a toccare chilometri e volti, i racconti personali di un cicerone che dice e non dice, alla corruzione, all'umanità, alla povertà, agli infiniti figli che questo popolo non smette di tramandare alle generazioni. Perché dovrebbe?

Che storia è questa -  mi domando nelle prime righe -  non mi faranno l'affresco dello zingaro buono o vittima dell'ignoranza? No! Questo libro racconta con calore e in modo analitico che non ci sono buoni o cattivi, ma che c'è un popolo che migra da sempre e che si muove con tutto il resto, che non combatte e proprio per questo non può perdere. Moresco tocca baraccopoli e villaggi Non mancano le denunce sulla prostituzione, i furti e il mercimonio sul corpo dei bambini. Moresco si interroga, ma dopo quel sentire fatto dal conoscere e dal comprendere poi bisogna fermarsi, perché nei Rom c'è il mistero - nè bello, nè brutto - che appartiene alla loro cultura e a quel dna pulsante che li rende tutti fratelli, cugini e apparentati per vario ordine e grado. Non c'è modo di conoscerli nel profondo, non ci sono tradizioni scritte, non c'è modo si svelare il mistero di questo inarrestabile popolo che mai come ora ci inquieta. “L’esistenza, ancora oggi, di un simile popolo non si spiega solo con i meccanismi economici. Ci sono strutture precedenti che non si sciolgono dentro l’acido totalizzante dell’economia e dell’influenza ambientale.”

Poco più di 60 pagine che documentano l'incomprensibile che ci circonda, capace di prendere le budella del lettore e ghiacciarle in una grande riflessione.
Il libro è corredato con le foto di questo viaggio, perché infilare il dito nella ferita di Cristo è l'unica chiave che abbiamo per poter vedere. 

Francesca Grispello



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