martedì 23 febbraio 2010

Akkura Brucerò la Vucciria (con il mio piano in fiamme)


Malintenti Dischi, 2009

Tante idee e molti stimoli compongono il terzo disco degli Akkura, band di origine palermitana che con Brucerò la Vucciria che propone un progetto intelligente, ricco, corale e ben fatto. Dieci brani per dieci racconti, lo sfondo è Palermo vista da molti occhi e da tanti grandi di distanza, è possibile scindere i due "prodotti", ma se ne perderebbero le suggestioni che ne vengono fuori.

Animato da un Realismo fantastico come quello di Italo Calvino ne troviamo sin dal primo brano semi e germogli, Brucerò la Vucciria con il mio piano in fiamme, brano che richiama il Piano Rock di Jerry Lee Lewis godibilissimo e sculettante. Si continua con Vicoli vicoli, bluesaccio trascinante e ballate folk rock un po' western visti gli accenni al Messico come Kalsamex e così via, fino ad approdare a Diquembra, brano lisergico e terrestre che invoca chissà quale demone del Sud. Il disco si chiude con la ballata Sabbie immobili, dedicata a coloro che sono andati via e non saranno mai parte di un passato.

Il libro edito da Dario Flaccovio è composto da 10 racconti dove lo sfondo è sempre Palermo con le sue bellezze, i suoi problemi, i suoi misteri, la sua vita pulsante e desiderante. Sono giovani scrittori come Dario Tosini, Andrea Gullotta e l'ottima penna di Alli Traina e Davide Enia, attore e paroliere ipnotico che ha firmato il primo racconto "Funerali", e il cantautore Cesare Basile che ha firmato "Emigranti".

Qualcuno storcerà il naso pensando che sono i soliti meridionali che parlano delle solite speranze e degli stessi problemi, errore! Ci sono musicisti validissimi che hanno saputo compiere un discorso ampio e senza retorica, corale, con tanta poesia e gioia e tutto questo si sente. Non a caso Akkura in lingua sicula vuol dire "Fai attenzione".

Registrato in Brasile e prodotto da Moreno Veloso e Domenico Lancellotti, Brucerò la Vucciria è da leggere e ascoltare.

Francesca Grispello





VorteX: il caleidoscopio sonoro di Gianluca Grasso


Vortici di suoni e di stili, visioni contemporanee e battiti sul futuro: il primo disco del giovane pianista campano spazia tra fusion, rock ed elettronica



Digital Distribution

Videoradio

Believedigital

10 brani, 45 minuti


Vortex è il primo disco solista di Gianluca Grasso: il compositore beneventano si cimenta in un lavoro denso di atmosfere metropolitane, sui futuri possibili e sul cambiamento dell'uomo. Appena pubblicato, VorteX è stato inserito tra le nomination del prestigioso ProgAwards 2010 come Best Artwork grazie alla copertina di Guido Salzano, che illustra l'album ed evoca immediatamente le sue atmosfere futuribili.

Dopo le sue apparizioni con il progetto heavy-fusion del duo Janguì e il rock-jazz dal sapore vintage del Koan Quartet, Grasso con le sue tastiere ha contribuito al successo di due concittadini come la nuova stella del jazz Luca Aquino e l'alfiere della fusion mediterranea Gio Gentile. Interamente concepito e realizzato dall'artista, VorteX apre l'animo dell'ascoltatore grazie alla chiave di lettura jazz, rock e fusion. Il progetto è concentrato sulle tastiere e sui campionamenti, con un particolare rilievo all'elettronica risultando comunque caldo e grintoso.

I dieci brani di Gianluca spaziano tra riferimenti sia funky che progressive, con un risultato 'cinematografico' e uno sguardo verso le colonne sonore: la sua ispirazione guarda a maestri come Chick Corea e Keith Emerson, Herbie Hancock e Jordan Rudess. Suoni metropolitani e vertiginosi virtuosismi mai fini a se stessi, in un caleidoscopio avvincente e ricco di colori e atmosfere. Un esordio solista ispirato al cambiamento e alla versatilità. Come suggerisce Donato Zoppo su MovimentiProg: "VorteX è un lavoro piacevole, che rivela ancora una volta la bravura del giovane tastierista".


Gianluca Grasso 3


Informazioni:

Gianluca Grasso

http://www.myspace.com/gianlucagrasso


Videoradio

http://www.videoradio.org


BelieveDigital

lunedì 22 febbraio 2010

I Nine Below Zero aprono Folk, Rock e Dintorni!


La nuova rassegna di Trescore Balneario si apre con il grande gruppo del British Blues: attivo dal 1977, il quartetto celebrerà la memoria di Rory Gallagher. In apertura i bergamaschi Big Guns












Cinema Teatro Nuovo
&
Geo Music
con il patrocinio del
Comune di Trescore Balneario

sono lieti di presentare:

NINE BELOW ZERO
a
FOLK, ROCK E DINTORNI!


Venerdì 27 febbraio 2010
ore 21.00
Cinema Teatro Nuovo
Via Locatelli, 104
TRESCORE BALNEARIO (Bg)

Ingresso: 18 euro


Sabato 27 febbraio 2010: al Cinema Teatro Nuovo di Trescore Balneario (BG) parte Folk Rock & Dintorni, il nuovo festival ideato da Gigi Bresciani, patron della neonata GeoMusic. Gli amanti delle rassegne dell'attivo comune di Trescore hanno visto slittare la ormai famosa Prog & Dintorni, che tornerà rinnovata in autunno. Folk, Rock e Dintorni è una kermesse modellata sui tre grandi nomi che saranno presenti al Teatro Nuovo: folk, blues, rock e canzone sono gli universi che accomunano le proposte artistiche dei partecipanti.

Primo appuntamento sabato 27 febbraio con gli inglesi Nine Below Zero, alfieri della "New Wave R&B". Nati nel 1977 e capitanati da Dennis Greaves, sono celebri per il loro esordio live registrato al Marquee e si sono distinti per un rock blues aggressivo ma aperto anche ad altre influenze. Unici per la loro miscela debitrice tanto dell'irruenza del punk '77 quanto della grande tradizione nera del R&B, i NBZ hanno all'attivo decine di ottimi album. Gerry McAvoy e Brendan O' Neill - bassista e batterista del quartetto inglese - sono stati a lungo collaboratori di Rory Gallagher e la serata d'apertura del festival sarà proprio dedicata alla memoria del grande bluesman: il leggendario chitarrista irlandese sarà omaggiato sia dai NBZ che dalla opening-band, i bergamaschi Big Guns, nota e apprezzata formazione di tributo a Gallagher.

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Secondo appuntamento del festival il 21 marzo con i Fairport Convention; chiusura il 12 aprile con Elliott Murphy e la sua Band.


Cinema Teatro Nuovo
Trescore Balneario (Bg)

Cell. 346.6639505

Direzione Artistica:
GeoMusic

Tel. 035 732005
info@geomusic.it
http://www.geomusic.it

sabato 20 febbraio 2010

Ai piedi del Monte: il nuovo disco di Girolamo De Simone







Il pianoforte e il monte Somma, Donizetti e Romaniello, il 'valore della memoria' e il ruolo della musica di frontiera sono solo alcune delle ispirazioni che troviamo nel nuovo lavoro del musicista partenopeo



KonSequenz/Hanagoori Music, 2010
Patrocinato dall'Ente Parco Vesuvio
Distr. Neomedia Italia
9 brani, 32 minuti


Ai piedi del monte di Girolamo De Simone nasce dalla collaborazione tra le etichette KonSequenz e Hanagoori Music, con il patrocinio dell’Ente Parco Vesuvio e con la distribuzione di Neomedia Italia. Ai piedi del monte raccoglie il frutto di alcuni anni di ricerche su musiche e musicisti vesuviani, tali per nascita o per ‘adozione’. La sintesi di questo lavoro è stata incisa e missata ai piedi del Somma-Vesuvio, al limitar di un luogo il cui nome, Sant’Anastasia, evoca etimologicamente la ‘rinascita’. Così il percorso - che attraversa anche canti e devozioni alla Madonna dell’Arco e le città di Pollena (con Gaetano Donizetti) e Somma Vesuviana (con Vincenzo Romaniello, maestro di Renato Carosone) - parte da astrattezza talvolta malinconica per approdare alla Verna, luogo spirituale d’elezione.

Un percorso affettivo, dedito ai luoghi difficili ma bellissimi della fascia vesuviana, nell’immediata provincia partenopea, che parte dal pianoforte e giunge alla spinetta e all’organo (De Simone sceglie tre modelli storici, dal suono fortemente caratterizzato: Steinway e Sons; Neupert-Silbermann; Monarke). La musica di questo disco giunge dopo altri monografici più astratti, come Ice-tract (Curci) e Shama (Die Schachtel). È figlia di un approccio che privilegia semplicità e contaminazione fin dalle scelte grafiche, nella consapevolezza della inevitabile triturazione di senso cui ci espone la nostra contemporaneità. Un ‘attraversamento’ che non impedisce agli originali recuperati sul territorio (le Biblioteche del Conservatorio di Napoli e di Somma Vesuviana) di parlarci ancora, riaffermando il valore della memoria.

Riaffiorano, così, i canti della Madonna dell’Arco sacri e popolari; le musiche di Donizetti, qui riproposte in quadri di voluta (e desiderata) semplificazione armonica; le melodie di Vincenzo Romaniello, ‘sfrondate’ dagli eccessi di lirismo e dalle ridondanze tardoromantiche. L’anima contaminata di Girolamo De Simone fa capolino nelle parafrasi, rivisitazioni, trascrizioni e, in modo programmaticamente citazionistico, nel brano d’apertura, Fabulae Contaminatae, pubblicato in anni lontani in una versione live e ora riproposto in una morbida versione da studio. Non casuale la collocazione finale di un’improvvisazione organistica, realizzata in occasione di una visita alla Verna, luogo mistico che affascinò Dino Campana, Alda Merini e tanti altri artisti, e che ancor oggi suggerisce tensione, ricerca, speranza.
Girolamo De Simone è considerato tra i principali esponenti internazionali della musica di frontiera e si avvicina a luoghi difficili e complessi come le pendici del Somma-Vesuvio, con energia, malinconia e stupore, con uno sguardo contemporaneo. Direttore della rivista di musica contemporanea KonSequenz, premiata più volte dal Ministero per i Beni Culturali per la qualità e la scientificità, dopo un'esperienza trentennale nel campo culturale nazionale e internazionale, ha conosciuto personalità quali John Cage, Elliot Carter, Michael Nyman ed ha lavorato con alcuni dei più importanti compositori contemporanei, tra cui Luc Ferrari, Vittorio Rieti, Pietro Grossi, Luciano Chailly, Giuseppe Chiari, etc. Ha affiancato Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Max Fuschetto, Tuxedomoon e numerosi altri protagonisti della musica italiana e internazionale. Girolamo De Simone con Ai piedi del monte consegna al pubblico un disco lieve quanto denso, con un'energia comunicativa che si aggancia a storie vissute, per tornare a vivere e sentire la prossimità dell'Altro. L’Autore terrà una serie di presentazioni/concerto (le prossime a Ferrara, Roma, Napoli), secondo un calendario presente nel sito KonSequenz.


Girolamo De Simone
Informazioni:

Girolamo De Simone:
http://www.girolamodesimone.com/

HangooriMusic:
http://www.hanagoorimusic.com/

KonSequenz:
http://www.konsequenz.it/

NeomediaItalia:
http://www.neomediaitalia.it

venerdì 19 febbraio 2010

Arenaria il disco di Mario Crispi


Suono Records 2009

Ascoltare Arenaria, il nuovo disco di Mario Crispi è un dolce abbandono notturno. Il polistrumentista siciliano, noto per essere uno dei fondatori degli Agricantus, si cimenta nel secondo album solista dopo Soffi del 2000
Arenaria racconta il metodo e l'animo della ricerca dell'artista che, per registrazioni e influenze mediterranee, fonde con grazia la storia della sua terra, le esperienze dei suoi viaggi e la tecnologia.
Arenaria racconta il suono di una terra, e non è retorica, ma l'artista con una attrezzatura minima ha registrato i suoi brani in vari luoghi della trinacria, crocevia di culture.
Le Grotte della Grufa, la Tomba del Principe, il Palazzo Mineo, Alcara Li Fusi, sono solo una parte delle location che Mario Crispi coinvolge per la carica acustica e ancestrale.
Il disco si apre con Cala e sono le ore 4.12 del mattino al mercato ittico di Palermo e ci immaginiamo l'odore e i gesti che si ripetono sempre uguali nel ritmo del lavoro, della vita e della morte dei giorni e del dialetto.
Il cunto palermitano, strumenti come il duduk armeno, capace di riprodurre il canto dei carrettieri di Bagheria che scopriamo in Carrittera e non solo.

Violino, sinth, fiati, voci, percussioni, tamburi ed elettronica creano incastri ritmici che conducono l'ascoltatore in un ambiente onirico lieve e suggestivo.
Complici essenziali sono Salvatore Bonafede, Maurizio Curcio, Massimo Laguardia, Giuseppe Lomeo e un brano improvvisato con il collettivo musicale FolkLab.
13 tracce da scoprire per le sedimentazioni che l'arenaria stessa contiene.

Francesca Grispello





giovedì 18 febbraio 2010

La Lauda di Francesco: Angelo Branduardi al Teatro Donizetti

La cultura della Pace è una “necessità” per l’ Uomo e il suo senso di Speranza: l'artista lombardo a Bergamo per raccontare l'armonia e la bellezza

Teatro Donizetti
Bergamo
&
CEA Bergamo
sono lieti di presentare:

Angelo Branduardi in concerto

15 marzo 2010
ore 21.00
Teatro Donizetti
Piazza Cavour, 15
Bergamo
Ingresso: 30 euro


BRANDUARDI rd
Lunedì 15 marzo 2010: al Teatro Donizetti di Bergamo, il concerto di Angelo Branduardi, presenterà La Lauda di Francesco in forma di Oratorio, con brani tratti dal suo ultimo album Futuro Antico VI, sesta parte del progetto sulla musica antica sacra e profana. Con la produzione esecutiva della GeoMusic di Gigi Bresciani, il concerto si inserisce all'interno del progetto Sorella TerraDialogo tra scuola e cultura ambientale, promosso dal Centro Etica Ambientale di Bergamo.

Per Angelo Branduardi La Lauda di Francesco è la continuazione logica ed artistica del progetto dell’Infinitamente Piccolo (2000) ed ora continua con una forma di spettacolo che, rifacendosi al teatro sacro e popolare del XIII secolo, si riallaccia alle origini della lingua italiana e riesce ad essere oggi sorprendentemente nuovo. La lauda è una composizione poetica e musicale e la sua origine risale al Cantico, in cui il sentimento religioso scopre per la prima volta il mondo della natura. Nello spettacolo Angelo Branduardi incarna la figura del Trovatore: il musicista viandante e narratore che, sempre in scena, guida ed accompagna l’azione. Uno spettacolo profondo capace di insegnare molto a chi vi assiste, e nello stesso tempo gioioso e ricco di suggestioni che appagheranno sicuramente gli occhi e i cuori del pubblico.


Nella mattinata di lunedì 15 marzo, Branduardi insieme a Moni Ovadia e altri esponenti del mondo culturale e artistico italiano, incontrerà gli studenti all'
Auditorium del Seminario Giovanni XXIII in Bergamo Alta. Si tratta di un primo evento del progetto promosso dal Centro di Etica Ambientale, che avrà sicuramente un seguito e consentirà di avere a Bergamo artisti di grande prestigio.


Sono a disposizione 500 posti (la platea del teatro), il restante riservato dal CEA agli studenti nell’ambito del progetto.

Angelo Branduardi
voce, violino, chitarra, flauto di Pan, piatti sinfonici
Davide Ragazzoni - batteria e percussioni
Stefano Olivato – basso, contrabbasso e armonica
Leonardo Pieri - tastiere, armonium, fisarmonica
Michele Ascolese – chitarre



Info e Prenotazioni:

GEOMUSIC:
035/732005
info@geomusic.it
http://www.geomusic.it


Prevendite:

Dal 20 febbraio in vendita i biglietti presso:

Teatro Donizetti

http://www.gaetano-donizetti.com

Dentico Dischi

Box Office a Bergamo

Bergamo Musica a Seriate

West Point ad Almé

martedì 16 febbraio 2010

Aldiladelmare il nuovo disco di Ernesto Bassignano


RaiTrade, 2009










Ernesto Bassignano dopo circa vent'anni da La luna e i falò, ritorna ad imbracciare la sua chitarra con Aldiladelmare e ci propone il meglio della sua produzione di cantautore. Bassignano, operatore culturale, voce satirica e irriverente con Ezio Luzzi del programma satirico "Ho perso il trend" rappresenta una preziosa parte di storia della canzone italiana. E' stato uno dei protagonisti con il nome di Bassingher dello storico locale romano Folkstudio che ha visto le prime esibizioni di De Gregori, Venditti, Mimmo Locasciulli, Sergio Caputo, Grazia Di Michele, Rino Gaetano e tanti altri.

Teatro politico con Gianmaria Volontè ieri, oggi canzoni che ci restituiscono un tempo che è passato attraverso pensieri e interrogativi, irriverenza e lirica. Canzoni come Sto pensando, che apre il disco e che recita: Sto pensando da molti anni a una canzone/ Che parli ancor d'amore di guerra e di poesia/ E che sia scritta da tutti, che non sia soltanto mia".

Parole di "una gioventù che non esiste più" Nella Veranda e malinconie notturne di una canzone triste Malu, ebbrezze oniriche in Aldiladelmare, ricordi amari di un passato "a bocca aperta e pugni diritti al cielo" Nella cornice e la rabbia di Capitani Coraggiosi e la bellissima e caustica Moby Dick dove "Dai bianchi muri del rosso maggio hanno lavato la poesia".

Amara autoironia, "mi resta solo questa voce bassa" in Ultima carta, ma Acavallo di una scopala malinconia ritrova energia e forza per approdare poi al dissacranteIl Bel Paese dove c'è una rassegna di personaggi "senza pudore e pietà", lieve come una filastrocca e tagliente come solo il Bax che ascoltiamo tutti i giorni può fare.

Si allarga il cuore e la voce di Ernesto Bassignano con Sentirti dire, scivolando verso la vita sognata conLa luna e i falò. Il disco si chiude con Ultimo tango, visionario vortice di danza con ladri e carabinieri, con una donna triste e intelligente, pochi cantautori e tra questi l'amato Luigi Tenco e solo a lui è permesso un giro con la sua dama.

Canzoni, semplici e complesse canzoni figlie di parole impastate con il tempo, mature e arrangiate con delicatezza da Alberto Antinori con tanti ospiti tra cui Nando Citarella , Ambrogio Sparagna e Toni Epsosito.

Aldiladelmare, come lo stesso Bassignano afferma, è una "doverosa puntualizzazione", ma io credo che sia stata anche una grande soddisfazione.

Francesca Grispello




lunedì 15 febbraio 2010

Dario Fo. Il nostro piangere fa male al re

di Luca Moccafighe
Arcana Edizioni, 2009

Era l'ottobre del 1969 quando Dario Fo debuttò con il Mistero Buffo, un monologo intenso dove l'attore mette in scena, con l'espressività unica del suo corpo e della sua voce, una delle più importanti opere del secolo, modello del teatro di narrazione contemporaneo, vedi Marco Paolini, Ascanio Celestini, Marco Baliani e così via. Luca Moccafighe omaggia i quarant'anni di questo spettacolo e del genio del premio Nobel nel suo Dario Fo. Il nostro piangere fa male al re, edito da Arcana.

Autore, attore, pittore, cantante, scrittore, regista e molto altro, Dario Fo nella sua carriera ha messo a servizio degli oppressi la sua arte e si è fatto strumento attivo e motore di cause civili. Vi domanderete se questo è teatro, certo che questo è il teatro, quella macchina che permette di rovesciare il mondo e di osservarlo sotto la gonna. Luca Moccafighe ripercorre la carriera di Dario Fo, un artista scomodo, sottolineando e contestualizzando la sua produzione continua di canzoni.

Pensiamo al monumento di ricerca di Ci ragiono e canto, lo spettacolo di canti popolari del 1966 con Giovanna Marini, Rosa Balistreri, il Coro del Galletto di Gallura, Ivan Della Mea, Enzo Del Ree tanti altri. Passando per il prolifico sodalizio artistico con Enzo Jannacci del 1968 che con l'Lp Enzo Jannacci a Teatro troviamo 12 canzoni di cui solo tre non sono curate da Dario Fo e famosissime sono Ho visto un Re e Vengo anch'io. No tu no.

"Liriche, nonostante le apparenze che non si perdono in metafore ambigue e invece vanno direttamente al punto attraverso le accuse" sottolinea Moccafighe, con i temi di sempre, l'amore, il lavoro e la politica. Sostenuto dalla compagna di vita e di arte Franca Rame, la vita artistica del Maestro ha prodotto graffianti strofe sulla contemporaneità, come Morte accidentale di un anarchico ispirata alla vicenda di Giuseppe Pinelli ePumPum sull'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi.

In Guerra di popolo in Cile c'è il brano Han matado una guitarra dedicata a Victor Jara, cantautore e regista torturato e ucciso sotto il golpe di Pinochet. Il giullare canta, articola e raffina la sua ricerca sullo sghignazzo come mezzo per meglio pensare. Il suo essere contro il potere e di conseguenza il suo anticlericalismo lo ha condotto ad altissima potenza cristiana, in tutte le sue opere. Da ricordare la sua militanza con Le Nacchere Rosse e il disco SciaScià con la sua apertura di Da un po’ che deo savea, canto del Duecento di Bonvesin de la Riva. Ascoltare Dario Fo che si mescola alle voci di Marcello Colasurdo e Enzo Gragnianiello è suggestivo, il lombardo e il napoletano si mescolano rendendo salda l'unità italiana.

Il testo di Luca Moccafighe è denso di approfondimenti e scorre con piacere, peccato notare che manca di bibliografia, ma per compenso c'è una sterminata passione e preziose memorie di coloro che hanno avuto la fortuna di incontrare professionalmente e umanamente il giullare.

E mentre scrivo ascolto Acqueforti un disco colto del musicista Nik Comoglio che ha omaggiato il maestro mettendo in musica Gabriele Maria alla croce, brani tratti dal Mistero Buffo a dimostrazione che la produzione di Dario Fo stimola, redarguisce e ti obbliga a sviluppare le sue suggestioni.
“Il nostro piangere fa male al re perché (per l'ennesima volta) la verità dei creativi restituisce la dignità agli oppressi”.

Francesca Grispello


domenica 14 febbraio 2010

A Trescore Balneario arriva Folk, Rock e Dintorni!


Il british blues dei Nine Below Zero, il folk rock dei Fairport Convention e il rock d'autore di Elliott Murphy: un grande cartellone per la nuova rassegna orobica



Cinema Teatro Nuovo
&
Geo Music
con il patrocinio del
Comune di Trescore Balneario

sono lieti di presentare:

FOLK, ROCK E DINTORNI!

TRESCORE BALNEARIO (Bg)
Cinema Teatro Nuovo
Via Locatelli, 104

Ore 21:00
Ingresso: 18 euro


Direzione Artistica:
GeoMusic



27 febbraio 2010
NINE BELOW ZERO

21 marzo 2010
FAIRPORT CONVENTION

9 aprile 2010
ELLIOTT MURPHY & BAND

Folk rock e dintorni

Sabato 27 febbraio 2010: al Cinema Teatro Nuovo di Trescore Balneario (BG) parte il Folk Rock & Dintorni, un nuovo festival ideato da Gigi Bresciani, patron della neonata GeoMusic. Gli amanti delle rassegne dell'attivo comune di Trescore hanno visto slittare la ormai famosa Prog & Dintorni, che tornerà rinnovata in autunno. Folk, Rock e Dintorni arricchisce la proposta culturale invernale con tre monumenti della musica:
Nine Below Zero, Fairport Convention, Elliott Murphy.

Folk, Rock e Dintorni è una kermesse modellata sui tre grandi nomi che saranno presenti al Teatro Nuovo: folk, blues, rock e canzone sono gli universi che accomunano le proposte artistiche dei partecipanti. Tre fortissime e inconfondibili fisionomie musicali animeranno il nuovo festival ideato dalla GeoMusic, che con il parallelo Folk Meetings 2010 di Dalmine (BG) si conferma come un indiscutibile riferimento per assaporare le migliori sonorità anglo-americane in Italia.

Primo appuntamento sabato 27 febbraio con gli inglesi Nine Below Zero, alfieri della "New Wave R&B". Nati nel 1977 e capitanati da Dennis Greaves, sono celebri per il loro esordio registrato al Marquee e si sono distinti per un rock blues tanto aggressivo quanto aperto ad altre influenze. Seconda tappa di questo viaggio domenica 21 marzo con i leggendari Fairport Convention. Attiva dal 1967 la band inglese non ha bisogno di presentazioni: una sterminata discografia, una fortissima identità all'insegna del progressive-folk, capolavori come Liege & Life (1969) e Babbacombe Lee (1971), personalità come Richard Thompson, Sandy Denny, Ashley Hutchings, Dave Swarbrick e Dave Pegg. Gran finale venerdì 9 aprile con il celebre poeta rock Elliott Murphy e la sua band. Autore di capolavori come Night Lights (1976) e Selling The Gold (1996), l’angelo biondo di Coney Island - già dagli esordi acclamato come il Bob Dylan degli anni '70 - continua a raccontare storie urbane, con la stessa passione ed entusiasmo degli inizi, affiancato da una solida band.



Info:
Cinema Teatro Nuovo
Trescore Balneario (Bg)
Cell. 346.6639505

GeoMusic
Tel. 035 732005
info@geomusic.it
www.geomusic.it

martedì 9 febbraio 2010

Balen Lopez De Munain e Peter Finger al Folk Meetings 2010!


Continua la rassegna orobica dedicata ai virtuosi della chitarra italiani e internazionali: per la seconda serata un viaggio sulle corde di Paesi Baschi e Germania


Comune di Dalmine/Ufficio Cultura
&
Geo Music
sono lieti di presentare:

FOLK MEETINGS 2010
GUITAR, MON AMOUR!

Direzione Artistica:
GeoMusic


Balen Lopez De Munain
Peter Finger


26 febbraio 2010
ore 21.00
Teatro Civico
Via Kennedy, 3
Dalmine (BG)
Ingresso: 10 euro
Venerdì 26 febbraio 2010: al Teatro Civico di Dalmine (BG) seconda serata del Folk Meetings, quest'anno denominato Guitar, Mon Amour!, la popolare rassegna ideata e organizzata dalla Geo Music con il Comune di Dalmine. Per il 2010 la rassegna di Dalmine prosegue su quanto seminato dalla Frame Events in precedenza. Incentrato sul mondo della chitarra e dedicato ai maggiori virtuosi dello strumenti, il Folk Meetings mette in campo un cartellone di tutto rispetto: una piccola panoramica sull'universo delle sei corde con una serie di eventi rari e gustosi. Dopo il successo della serata d'apertura con Manuel D'Oliveira e Giorgio Cordini, nella cittadina orobica arrivano due fuoriclasse internazionali: venerdì 26 febbraio doppio e succulento incontro con due monumenti della chitarra come Balen Lopez De Munain e Peter Finger.

In apertura il trio dell'apprezzato musicista basco
Balen Lopez de Munain, che proporrà intriganti arrangiamenti tratti dai temi della sua tradizione, affrontati con gusto e rispetto. Insieme al fiatista Geoff Warren e al fisarmonicista Joxan Goikoetxea, Balen rievocherà una tradizione musicale poco nota con una forma non priva di momenti improvvisati. Una tavolozza strumentale varia e colorata, dal gusto popolare e jazzistico, che attinge anche a suggestioni tipiche del nostro Paese dove Balen risiede da tempo. A chiudere la serata uno dei massimi chitarristi internazionali: il tedesco Peter Finger. Compositore prolifico e chitarrista acustico di elevata influenza, Finger propone un repertorio dal respiro colto e sofisticato, capace di appagare sia i cultori della musica contemporanea che popular, grazie alle numerose influenze e alla sua inconfondibile accordatura. Finger è anche un "talent scout": la sua etichetta Acoustic Music accoglie i più grandi talenti fingerstyle, e l'artista tedesco è uno dei più autorevoli conoscitori della materia. La sua presenza al Folk Meetings 2010 è garanzia di spessore e ricercatezza.

Ricordiamo la terza e ultima serata di Folk Meetings 2010:

12 marzo 2010

Martin Simpson
&
Danny Thompson


Prenotazioni:
E-mail a: info@geomusic.it
oppure presso l’Ufficio Cultura/Segreteria del Teatro Civico.
Da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle 12.30 (nella settimana dello spettacolo).


Info:

COMUNE di DALMINE/Ufficio Cultura
tel. 035/564952
teatrocivico@comune.dalmine.bg.it

GEOMUSIC:
info@geomusic.it
http://www.geomusic.it
Synpress44 Ufficio stampa:
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