giovedì 30 aprile 2009

Sette note, ventuno lettere: un poliedrico incontro artistico

Musica, parole, storia, letteratura: 7 e 8 maggio un importante progetto multimediale al Toti di Trieste. Con Passexpover, Claudio Sottocornola Claude, Elementalia Project e Enfant Pissant
Sette note, ventuno lettere: un poliedrico incontro artistico
L'associazione Musica Libera
nell'ambito del Progetto Ricrerock
in collaborazione con
i Poli di Aggregazione Giovanile del Comune di Trieste
(Area Educazione Università e Ricerca, Servizi Educativi Integrati per l'Infanzia, i Giovani e la Famiglia)
e
Synpress44 Ufficio stampa
sono lieti di presentare:

Musica e Parole

Alfabeto minimo: 7 note e 21 lettere

Giovedì 7 e venerdì 8 maggio 2009

Polo di Aggregazione Giovanile E. Toti

Piazza della Cattedrale 4/a, San Giusto

Trieste

Giovedì 7 maggio 2009

ore 19.30

Passexpover:

Davide Casali & Samuele Orlando

Claudio Sottocornola Claude:

reading Pop Dialogos And Music

Venerdì 8 maggio 2009

ore 19.30

Francesca Grispello e Donato Zoppo:

reading Elementalia Project

Enfant Pissant in concerto

Originale appuntamento a Trieste con un doppio evento a cavallo tra musica, multimedialità, parole e sperimentazione. Un laboratorio artistico che prenderà forma in una due giorni al Polo E. Toti a San Giusto, un ideale preludio all'attesissima stagione musicale estiva dei festival Opening e Summer Rock. Quattro partecipanti, quattro diversi modi di intendere l'arte e la sua divulgazione.

Giovedì 7 maggio 2009, ore 19.30. Apertura dell'evento con il progetto Passexpover di Davide Casali e Samuele Orlando (Passover, The Original Klezmer Ensemble, Mr. Moog etc.): un duo che, con strumenti inusuali, ci trasmette una cultura, quella ebraica, che non siamo soliti incontrare, soprattutto in una veste sperimentale. Chiude la prima serata Claudio Sottocornola Claude, con il suo reading Pop Dialogos & Music, presentato dal giornalista Donato Zoppo: un multiforme uomo di cultura - meglio noto come "il filosofo del pop" - che si esprime con la musica e in un reading racconta la propria esperienza (e quella di un'intera nazione, dagli anni '60 ad oggi) con sguardo critico, appassionato e lucido, la storia che appartiene a tutti.

Venerdì 8 maggio 2009, ore 19.30. In apettura della seconda e ultima serata, i giornalisti Francesca Grispello e Donato Zoppo presentano il reading Elementalia Project: un duo alchemico che, con musica rock, jazz ed elettronica e parole altrui, narra l'esperienza dell'incontro, della scoperta e della ricerca. Chiudono gli Enfant Pissant: una giovane band indipendente che attraversa esplorazioni soniche e testi intimisti, vincitrice dell'edizione 2008 dell'Opening Band Live Music.

Non vi è esistenza senza ritmo, non esiste ritmo che non abbia un maestro che conduce, in molti casi questo maestro è la vita stessa. Con Musica e Parole, binomio a volte un pò abusato, ci lasciamo e ci vogliamo sorprendere nel constatare che la musica è nella parola stessa, nel movimento che crea un saluto, uno stupore, un dolore, una nascita. Musica è anche quel 1, 2, 3 del primo movimento, dell'incipit di un brano. Questo è l'alfabeto che ripercorriamo con le emozioni e con la pratica della vita. Ci stimola a riflettere a quanto Musica e Parole sono tutto quel che abbiamo: storia, filosofia, poesia, guerra, spiritualità, generi... A Trieste, culla di culture e di incontri, quattro occasioni di riflessione e di esperienze che per quanto individuali contribuiscono ad arricchire nella condivisione questo alfabeto universale. Musica e Parole vuol raccontare qualcosa che è di tutti e proprio perchè è di tutti è mio ed è tuo.

Info:

Musica Libera:

http://www.musicalibera.it

Ricretoti:

http://www.ricretoti.it

Synpress 44:

http://www.myspace.com/synpress44

OPENING BAND LIVE MUSIC 2009 -3° edizione Trieste

OPENING BAND LIVE MUSIC 2009 -
3° edizione

Presentazione del bando di partecipazione


Nota stampa

I Poli di Aggregazione Giovanile dell’Area Educazione Università e Ricerca del Comune di Trieste e l’associazione Musica Libera comunicano che è disponibile il bando di partecipazione alla terza edizione dell’OPENING BAND LIVE MUSIC 2009: festival musicale dedicato a singoli artisti e a gruppi under 25 che si terrà dal 20 al 24 luglio in piazza Sant’Antonio a Trieste.

Dal 29 aprile il bando si potrà ritirare presso le sedi dei Poli di Aggregazione Giovanile Toti (piazza della Cattedrale, 4/a 0403485818) e Borgo San Sergio (via Reiss-Romoli,12/1 0408324213) dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 e sarà scaricabile dai siti www.ricretoti.it, www.musicalibera.it, www.retecivica.it .

Le iscrizioni dovranno essere riconsegnate entro il 13 giugno al Toti o inviate via fax al numero 040361477.


L’ OPENING BAND LIVE MUSIC è l’evento cittadino che offre ai giovani musicisti emergenti un’ opportunità di espressione artistica delle loro passioni e un banco di prova del loro talento.

E’ caratterizzato dallo slogan MUSICA NO ALCOOL.

Prevede i concerti di musicisti professionisti apprezzati dai giovani. Nell’ edizione passate questa parte del festival è stata curata dall’associazione Culturale Gruppo Tetris.

La prima tappa del percorso della manifestazione è costituita dalle selezioni che si terranno nel mese di giugno. La seconda dalle esibizioni dei gruppi selezionati nel mese di luglio. La terza dalla serata conclusiva in cui verrà scelto il vincitore che farà da Opening Band ad uno dei musicisti storici che si esibiranno al Trieste Rock Summer Festival.


Novità dell’edizione 2009


* Il festival si “sdoppia” in due sezioni: una regionale e una extraregionale rivolta ai giovani musicisti del Veneto e del Trentino Alto Adige. Le due sezioni prevedono regolamenti di partecipazioni distinti.
* I gruppi musicali del Friuli Venezia Giulia iscritti al concorso potranno registrare il demo/cd da presentare alla selezione, presso lo studio di registrazione del Polo di Aggregazione Giovanile di Borgo san Sergio.
* Oltre alle menzioni speciali assegnate agli autori che hanno presentato pezzi di sperimentazione musicale e d’innovazione nei testi, verrà assegnata una menzione speciale al chitarrista più promettente per ricordare Gabriele Manfioletti giovane musicista triestino prematuramente scomparso.

domenica 26 aprile 2009

IL contrario di uno di Erri De Luca, Feltrinelli Editore



Inizia tutto con una sorta di resistenza, il guardare colui che ti insegue, la vergogna di un atto tanto umano come quello della fuga. Quest'uomo no, si vergogna.
Siamo nella fine degli anni 60, una febbre contagiosa, un fiorire collettivo. Come se un contadino avesse seminato proprio in quel periodo lì una specie di grano.
Di due gambe è fatto il corpo, due mani, braccia, occhi, orecchie e di due battiti è fatto il ritmo del cuore, siamo nati da un due e lo dimentichiamo.
Partorito da un ventre pieno senza lasciarlo vuoto.
Quest'uomo nato è un fantasma, non fa chiasso, al massimo reagisce.
Il contrario di uno di Erri De Luca è un testo denso di vita declinata in politica, lavoro, amore, sudore... è questo uno incontra il senso del due, senza riuscirne a saldare il nodo che è fatto per essere sciolto, un giorno.
Uno, numero sì, ma altro da se. Solitudine doppiata con un linguaggio denso di poetica, lo sguardo che ci conduce di rigo in rigo è respiro elementale.
Non tutti sanno che esiste un osso per salire e un altro osso per scendere.
Non tutti sanno come e quanto la superficie ruvida dei monti ti accoglie e che in un bosco ti devi far riconoscere per uscirne indenne. Tutto dipende dalla qualità del passo e della tua storia. Erri De Luca traduce in parole il colore di una tempera e la luce che serve per imprimere su pellicola ciò che è il contrario di uno. Deliberatamente e senza intermediazioni ci fa commuovere e ci fa arrabbiare, compiendo alla perfezione, nella sua solitudine di scrittore, tutti i fili di una memoria traditrice che si attacca al lettore. Ci porta a termine lasciandoci sospesi con l'anima gonfia e i nervi sensibili all'aria che tira.
Francesca Grispello

giovedì 23 aprile 2009

Il cuoco e il musicista, il mestolo e lo spartito


Dimmi come mangi e ti dirò chi sei e in che epoca vivi. Dal triclino al fast food, dai caffè al palco dell'opera, dal ristorante alla tavola di casa.
Sono molti gli aspetti da considerare nella nostra società e nel momento in cui vogliamo orientare il nostro sguardo sulle parti che compongono l'uomo, non è da poco trovarne uno, quel filo rosso che intesse il cibo con la musica.
Quando il cibo e l'atto del mangiare smettono di essere semplice nutrimento, e divengono un momento carico di significati che va dai greci ai giorni nostri, allora nasce Sinfonia Gastronomica. Musica, eros e cucina di Roberto Iovino e Ileana Mattion. Una guida, concepita come una sinfonia, capace di orientare agilmente le papille gustative e le orecchie con ironia e serietà
I capitoli sono divisi in cinque tempi, dallo sciopero dei musicisti del mondo antico ai giorni nostri, scopriremo i galatei del tempo, l'eccesso di un pasto con spettacoli di vera e propria architettura musicale, ci meraviglieremo di come la scoperta del caffè ha inaugurato una nuova epoca di costumi aperta dai caffè-concerto e delle follie culinarie dei futuristi.
Come imbandivano le tavole Mozart, Bach, Rossini, Paganini, Puccini... e quanto nelle loro opere c'è del cibo. Ricette fantastiche e riferimenti bibliografici importanti.
Un vero e proprio libretto operistico e culinario che ci fa anche riflettere su quanto poco tempo dedichiamo al nostro nutrimento fisico e spirituale. In conclusione un consiglio di Gioacchino Rossini: Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma di champagne. Chi la lascia fuggire senza averne goduto è un pazzo.

Francesca Grispello

mercoledì 22 aprile 2009

La tradizione elettronica del dott. Stefano Miele in Glocalism Vol.1


Lo chiamano "glocal" quello sguardo contemporaneo di un fenomeno che accompagna e genera gli uomini, la cultura delle radici. Glocalism Vol.1- Samples, traditionals & folk, dell'attivissimo dj partenopeo, Stefano Miele, è un tentativo direi riuscito, ma non nuovo di far incontrare l'elettronica e il folk; una dance contaminata di tammorre e violino, di castagnette e fisarmoniche.
Musica globale, world, popolare, etnica... tutti termini che da soli non dicono nulla, ma se esiste il genere roots puro, sappiamo che serve sempre nuova e buona terra per alimentarlo e acqua per dissetarlo.
Si balla con piacere su pizziche, tarantelle e tammurriate grazie soprattutto a quegli interpreti devoti del folk del sud Italia: Lino Cannavacciuolo, Marcello Colasurdo, Arakne Mediterranea, Rosapaeda, Auvleddha, Daniele Durante, Brunella Selo, Auli Kokko e Caparezza. Tutte ottime collaborazioni che Stefano Miele ha voluto per farci ascoltare la sua tesi di laurea in Lingue e letteratura straniera. Il glocal: l'incontro della cultura globale e locale, qui vuol dare luce e movimento a quello spazio individuale che viene a formarsi proprio con questo incontro.
Uscito nel 2007, questo album è ancora fresco, stimolante e propositivo.



www.myspace.com/stefanomiele
www.glocalova.com

Francesca Grispello

giovedì 16 aprile 2009

Qui muore Puccini di Stefano Cecchi - StampaAlternativa Editore


Ci sono libri che accompagnano i viaggi, i pomeriggi, le vacanze e le notti. Preferisco decisamente questi ultimi, immersa nel silenzio la lettura è intensa ed intima, è dolce la compagnia di un libro che non ti permette di staccare gli occhi dalle pagine.
A questa sensazione si è legato Qui muore Puccini la seconda opera di Stefano Cecchi per la collana Eretica Speciale di Stampa Alternativa.
Ho potuto sentire la pioggia di un temporale notturno, la paura, la corsa, l'amore, le lacrime di un'Italia anni '20 che consumano una tragedia umana, privata e altamente politica. Quella stessa notte l'ispirazione e la coscienza della gioventù finita irrompono nella vita del grande compositore Giacomo Puccini. Una grande amicizia, l'Italia rinovellata dal fascismo, il mistero che avvelena quella notte e che vuole giustizia, il finale della Turandot che non si trova e l'incedere della malattia del Maestro. Ecco tutti gli elementi di un romanzo intessuto con mano decisa, poetica e capace di dispiegare l'animo umano nelle sue evoluzioni, dando spessore a luoghi e persone affrescati con pochi ma essenziali gesti.
Qui muore Puccini è la frase che Arturo Toscanini pronunziò sul podio il 25 aprile del 1926, il giorno della "Prima" della Turandot, che rimase senza una finale. Un finale misterioso di cui solo i lettori sembrano saperne di più, testimoni e complici tanto di quegli applausi che di quel silenzio.



Francesca Grispello

mercoledì 15 aprile 2009

Il nuovo album del progetto siciliano, tra world, elettronica e... acqua


Definire un genere musicale è qualcosa che non mi convince, ancor di più se si ascolta la seconda pubblicazione degli Unnaddarè "Aqua Virgo", versione remixata e rivista di "Kalsa", precedente album che li ha visti debuttare nel 2007. Sempre con la produzione della Megasound, possiamo apprezzare il brano inedito "Aqua". Etnica, world, roots, elettronica, folk, new world music, contaminazioni… sono definizioni limitanti per ciò che esprime il Mediterraneo come storia, cultura e geografie e quindi acqua, ponti, sbarchi, commercio, terra e uomini. Basta guardare le copertine degli Unnaddarè, un pesce nel 2007 e una lisca di pesce in un televisore per comprendere che l'elemento liquido è totalmente presente.

Unnaddarè è un progetto nato dalla mente del batterista Maurizio Catania, dal suo curriculum emerge la passione per il suono al punto di approdare nel 2007 insieme a Tonj Acquaviva (Agricantus), Andrea Alberti (Orchestra Mediterranea) e Bob Salmieri (Milagro Acustico) alla fondazione della "Mediterranea Sicilia Project". Unnaddarè in lingua sicula significa "ovunque", quello stesso ovunque senza tempo abitato dall'uomo. Il nome del disco trae ispirazione inoltre da un'antica sorgente romana, “Aqua Virgo”, a ridosso del fiume Aniene. E' il nome dell’acquedotto che porta l’acqua dalla periferia verso il centro e ancora oggi alimenta molte fontane di Roma.

I nomi non sono mai un caso! Si ricollegano al lavoro che hanno svolto gli Agricantus, Nidi d'Arac, Yo Yo Mundi, Almamegretta e molti altri negli anni '90 e si inseriscono a pieno titolo nella ricerca di nuove sonorità che raccontano di terra, di tradizione ed evoluzione. Usano lingue diverse tese ad arrivare lontano. Ascoltare in nuova veste i brani che compongono l'album è una piacevole scoperta e un interessante confronto. Il dialetto è padrone. L'inedito "Aqua" è una dedica amorosa all'elemento che tutti compone. Il brano "Kaissa" evoca con la chitarra un didjieridoo che prende per mano.

Uno dei punti deboli dell'album è l'omogeneità dei suoni che rende l'ascolto ripetitivo. Una sola domanda: Cosa proporranno al pubblico di nuovo e radicale? Attendiamo fiduciosi.


Francesca Grispello


Per ulteriori dettagli:
http://www.myspace.com/unnaddare - Unnaddarè
http://www.megasoundrecords.com - Megasound Records

lunedì 6 aprile 2009

Per il mese dell'igiene celebrale Alfred Jarry ci aiuta!

Per il Mese dell'Igiene Cerebrale, la rivista Argo ha pubblicato la mia recensione di Ladro di Biciclette - Cent'anni di Alfred Jarry di Antonio Castronuovo.

Cos' è il Mese dell'Igiene Cerebrale?

Ecco le manifestazioni più comuni: Credulità cronica, Delirium rumens, Cerume psichico, Intellettualite acuta, Reflusso gastroencefalico, Necrosi emotiva.

Grazie Ragazzi!

Ecco il link: http://argoblog.wordpress.com/2009/03/30/mese-delligiene-cerebrale/

giovedì 2 aprile 2009

La bellezza e la provocazione di Alessio Lega



Canta che non ti passa. Storie e canzoni di autori in rivolta
di
Alessio Lega

Stampa Alternativa


... conserva un grano di follia, un grano di gioventù, di rivolta!
Canta Henri Tachan con uno stile e un timbro che Alessio Lega definisce di amorosa rivolta. Ma chi è Tachan? E Llach? E Ferrè? E Fanon? E chi sono coloro che con le loro parole e la loro vita, hanno fatto storia, memoria, rivoluzione e poesia?
Ce li racconta proprio Alessio Lega in Canta che non ti passa - Storie e canzoni di autori in rivolta per la collana Nuovi Equilibri di Stampa Alternativa.
32 ritratti d'autore nati singolarmente per A: Rivista Anarchica, una rubrica sulla canzone d'autore e raccolti ora in un volume prezioso. Non c'è didascalia, non troverete un elenco, ma un atto di amore che si dipana leggero.

Entreremo in vite che non si sono spianate sul loro tempo, si sono rivoltate e ne hanno svelato giochi e brutture rischiando la vita e l'esilio, ma la poesia non la puoi uccidere e le idee non puoi esiliarle allora canta, canta per non far passare ciò che serve, ciò che non sai.
Alessio con una penna leggera e sapiente ci conduce in ogni vita, quasi ci svela il motore dell'opera di ciascun uomo, ci mostra molle, viti, la provenienza della benzina che alimenta il fuoco di ognuno e lo fa con profondo amore senza mai risultare reverenziale. Un opera inedita, che ferma un tempo non considerato.
Chi li conosce questi cantautori francofoni, ispanici, slavi, italiani?
Questo libro ti riempie e ti svuota, diviene un punto fermo per ciò che ti serve e non vuoi lasciare, non diventa tappezzeria, ma fonte di stimoli.
Solo loro i canzonatori che all'inizio del secolo scorso hanno contribuito e creato quella figura bastarda del cantautore, nato dalla canzone realista, dalla canzone sociale e per capirci è colui che canta di puttane, assassini, vita, morte e miracoli di un'umanità straordinaria, quella che non si vede se si volta la faccia al mondo.

Ma chi è quest'ottimo scrittore? Alessio Lega è un naturale erede dei cantautori, con l'animo alla gola accompagna la parola scritta alla parola parlata e cantata, in Compagnia Cantante, un cd allegato al libro con 18 brani tradotti, riscritti e interpretati con Roberto Bartoli. Un antologia musicale con le canzoni di: Brassens, Leprest, Bruant, Perret, Gainsbourg, Okudzava, Utgé-Royo, Moustaki, Vysotskij, Nohavica e tanti altri.
Due opere che testimoniano l'impegno di quest'uomo dalle idee scomode. Sì, scomodo perchè non ci accomoda, ci sottrae la sedia e ci fa cadere con il culo per terra. Possiamo ridere mentre ci massaggiamo il sedere o possiamo inveire contro il burlone. Alessio canta e scrive e ricerca sotto la guida di un bisogno che lui stesso confessa: bellezza e provocazione.

Ci penso mentre sfoglio e ascolto Resistenza e amore inciso con i Mariposa, quell'album che gli ha permesso di vincere la targa Tenco nel 2004 e "Io che sto sempre attento a sanguinare a ogni occasione. Io che son lento come la lancetta delle ore. Che sembra fermare a poco a poco se ne muore. Dotato e fantasioso per la propria distruzione" recita il brano Chi. Le parole che tanto ci mancano vengono a trovarci, le scopriamo e non le dimentichiamo e mi sembra di essere di fronte ad un artista che si rinnova in ogni parola, in ogni viaggio, perennemente in guerra e non cerca altro che questo: Bellezza e provocazione, resistenza e amore.


Francesca Grispello



http://www.alessiolega.it
http://www.stampalternativa.it
http://www.trovarobato.com

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