mercoledì 28 gennaio 2009

Solo una linea ferroviaria




L'ultimo binario, in linea di massima, è sempre vicino a capanoni industriali dismessi e per chi ha la fortuna di vivere in città aperte al mare non è difficile vedere il contrasto netto dei colori e la vita che è stata vicino all'AV (alta velocità), che non è riuscita a cancellare tutto questo, ma è riuscito a farcelo dimenticare.
Che valore possiede questa memoria?
Se non quella dell'inefficienza più totale?
Lo stato di cose attuale ci ha fatto scacco matto! Non c'è bisogno di cancellare i colori, i capannoni e la vita che in questi luighi insisteva. Basta che tu dimentichi!
Abbiamo dimenticato tutto così in fretta...
Lungo i binari, invece, il tempo è fermo.
Popipooooo...ma è logico! E' proprio attorno alla linea ferroviaria (oggi c'è l'AV!) si è concentrata una piccole esistenza di sopravvissuti...PopiPooooo...
C'è un pino marino che difende una lingua di terra "inutile". E' un tipo vanesio che dritto e faccia al mare mostra il culo a coloro che posano su di esso lo sguardo, sarà il suo modo di vendicarsi. La sua solitudine.
Ci sono i colori in riva al mare, la bruttura che si arrende e quella residua, ma non è bruttura e nè squallore il termine adatto, è solo una linea ferroviaria che oggi chiamano alta velocità.

martedì 20 gennaio 2009

forografia - erranza per ali


Pace non trovo e non ho da far guerra e temo,
e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.
Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.
Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perire, e chieggio aita;
e ho in odio me stesso, e amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per voi.

Canzoniere sonetto 134
Francesco Petrarca

giovedì 15 gennaio 2009

Pelle


La vita,
questa scrittura del corpo
e il tempo
la sua pelle.

ciò che resta...





"...io non credo che la totalità sia contenibile nel linguaggio; il mio problema è ciò che resta fuori, il non scritto, il non-scrivibile".
Italo Calvino
Per questo provo a scrivere.
Scrivo per comprendere ciò che resta fuori.

martedì 13 gennaio 2009

Interior


Quando l'interno sbatte
e non ci sono finestre,
ma rasoi.
Si squarciano lembi di carne
sanguinando luce.

Ferro e Tabacco il bianco e il nero

Quando le cose accadono, accadono sempre perchè il tuo cuore è aperto. Discipline difficili, arzigogolate, sudate e liminali quelle del cuore e quelle che credi siano del cuore. Quel che si chiama cuore è l'assenza di paura che ferma lo scorrere su questo piano inclinato momentaneo. Il viviere. L'essere e l'assenza, l'essenza e il profumo di primavera in autunno. Stupori. Tremori. Avevo il sapore del ferro e del tabacco in una notte umida. Quando iniziai a scorrere in modo inarrestabile. Questo pensiero mi serve ora che il mio animo sembra frenare. Di questi tempi correre e scorrere evitando le multe e non saltare in aria è il mio compito.

Questo passo è dedicato ad un Grande Essere, un Grande Sorriso. Se legge capirà.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...